Uno studio pontino svela l’enorme valore dell’economia legata alla dimensione subacquea italiana e il ruolo del Lazio in termini di addetti impiegati, da noi però sembra interessare solo quello che si può fare fuori dall’acqua
Uno studio pontino svela l’enorme valore dell’economia legata alla dimensione subacquea italiana e il ruolo del Lazio in termini di addetti impiegati, da noi però sembra interessare solo quello che si può fare fuori dall’acqua
L’isola pontina entra nelle rotte del turismo crocieristico internazionale cercando di massimizzare un’opportunità mai vista prima senza rinunciare alla propria identità
Con l’acqua arrivata fin dentro ai chioschi le aspettative degli operatori balneari per la stagione alle porte sono bassissime. E mentre il mare avanza il Comune è davanti a un bivio
Ovvero a destagionalizzare i tanti chilometri di litorale che fino a ieri vivevano solo tre mesi, solo d’estate. Un contributo che nel capoluogo pontino è due volte più evidente
Gaeta, Formia, Sperlonga e perfino San Felice Circeo dimostrano le potenzialità dell’indotto legato alla nautica turistica. Un diportista lascia sul territorio il doppio di chi dorme in hotel
Da oltre un anno la navigazione è interdetta e le attività sono bloccate. Per questo molte aziende si sono trasferite e alcuni operatori hanno abbandonato la professione
Basta vedere come vengono gestite, o non vengono gestite, le concessioni balneari dal capoluogo fino al sud. Con qualche distinguo
Quelli inseriti nel programma per lo sviluppo portuale già approvato dalla Regione Lazio. Ma non è detto che i piani per Rio Martino, Formia, Terracina e Ponza basteranno a rilanciare un’economia del mare che sembra essersi insabbiata del tutto