La vendemmia 2025 si annuncia promettente, ma Confagricoltura Latina non ha dubbi: serve una strategia per promuovere al meglio la qualità delle produzioni locali
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Quella 2025 sarà una vendemmia positiva con stime nazionali tra i 41 e i 50 milioni di ettolitri e un aumento, per la provincia di Latina, che si attesta intorno agli 8 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Il tutto in uno scenario in cui, spiegano da Confagricoltura Latina, il settore vanta 2.300 ettari vitati e un export che supera quota 6 milioni annui.
C’è, però, un “ma”.
“Una buona annata agricola dovrebbe essere un’opportunità per tutto il comparto – chiariscono da Confagricoltura Latina – ma per valorizzarla appieno servono interventi mirati che tengano insieme produzione, mercato e consumatori. Il sistema vino va sostenuto in modo integrato, con azioni che rafforzino identità, competitività e sostenibilità”.
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Il problema è che le vendite sono in calo anche se nel canale HoReCa, quello composto da alberghi, bar e ristoranti, si registra un andamento diverso con una attenzione a vini biologici locali. Ora fate 2 più 2 e vi sarà chiaro come in un contesto in cui è atteso un calo del prezzo delle uve, che si stima sia intorno al -30%, tutto questo scenario, se affrontato senza alcuna strategia di medio e lungo periodo, promette di diventare complicato.
Per questo, secondo il direttore di Confagricoltura Latina Mauro D’Arcangelil, tornano centrali le produzioni locali, le denominazioni di origine e l’identità territoriale, che in provincia di Latina significa una grande attenzione ai vitigni autoctoni come il Bellone, il Cesanese, il Nero Buono, l’Abbuoto. “E serve una strategia per promuoverli al meglio – sottolinea D’Arcangeli – che aiuti il mercato a riconoscere e premiare questa identità”. Dare luce a queste eccellenze, significa investire su un settore economico fondamentale per la provincia di Latina.
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Per mediare i livelli della produzione, Confagricoltura Latina propone due strategie. Una per il breve periodo che prevede l’avvio della distillazione selettiva e volontaria per gli IGT sfusi invenduti, come misura di riequilibrio temporaneo del mercato. E una per il lungo termine, che consiste in un piano strategico triennale di riconversione varietale e di promozione, per rafforzare la competitività e il valore percepito.
Per Confagricoltura Latina si rende inoltre indispensabile l’istituzione di un tavolo tecnico interregionale Lazio-Sud, per una governance vitivinicola più coordinata ed efficace, ma anche azioni di promozione verso i consumatori, con campagne trasparenti, sostenibili e radicate nei territori turistici e metropolitani.
“Bisogna ascoltare i consumatori e accompagnare le imprese – sottolinea il presidente di Confagricoltura Latina, Luigi Niccolini –. Il vino non è solo un prodotto agricolo: è cultura, economia, coesione sociale, turismo. Tutelarlo significa tutelare i nostri territori e il loro valore identitario”.
Una strategia che Confagricoltura Latina ha già messo in campo da anni con le attività promozionali legate al Vinitaly e alla Milano Wine Week.
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