Dipende: farmaceutico da una parte, agricoltura e metalli da un’altra. C’entrano le filiere globali, ma anche la prossimità logistica europea e il modo in cui si stanno espandendo alcune economie
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I dati diffusi alla fine di aprile dall’osservatorio della Camera di Commercio hanno restituito l’immagine di una provincia di Latina in grande spolvero sul fronte dell’export. Gli oltre 500 milioni di euro di avanzo sulla bilancia commerciale, ovvero la differenza tra il valore delle importazioni e quello delle esportazioni, le sono valsi il ventesimo posto sulle 107 province italiane per valore di merce spedita oltre i confini nazionali.
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Secondo le stime, nel corso del 2024 il territorio pontino si è ritagliato un ruolo da protagonista sui mercati internazionali, con una geografia dell’export che riflette la forza dei suoi settori trainanti e mostra una chiara specializzazione delle destinazioni per prodotto.
L’Europa si conferma il mercato di riferimento, assorbendo da sola l’83% delle esportazioni pontine (+21,4% rispetto al 2023). Principale destinazione è il Belgio, soprattutto per quanto concerne il farmaceutico: qui finisce infatti il 61% dei flussi totali.
C’è una ragione, però, se un paese di dimensioni tutto sommato contenute come il Belgio può permettersi di assorbire una simile quota delle nostre esportazioni nel settore che rappresenta la nostra principale leva strategica di sviluppo. E quella ragione è l’hub logistico e distributivo.
Come Paesi Bassi e Germania, che rappresentano infatti rispettivamente il secondo e terzo paese di destinazione dei prodotti farmaceutici pontini, anche il Belgio ospita uno dei tre principali poli logistici per il settore. Ma è quì, a differenza degli altri due paesi, che si registra la migliore performance europea per gli investimenti in ricerca e sviluppo biofarmaceutica. Una forza trainante che resiste all’instabilità dei mercati e finisce per avvantaggiare anche la provincia di Latina.
Sempre in Europa, e sempre per ragioni legate alla prossimità geografica, bisogna guardare per cercare anche il primo paese di destinazione dei prodotti agricoli pontini; il primo importatore di metalli e il paese che più di tutti apprezza il prodotto del nostro settore alimentare. Un’impresa semplificata dal fatto che è la Germania a ricoprire tutti e tre questi ruoli.
Nel primo caso, quello dell’agricoltura, basterebbe dire che da sola la Germania assorbe oltre la metà delle esportazioni ortofrutticole della provincia di Latina, per un valore che supera i 128 milioni di euro. Per quanto riguarda i metalli, la Germania rappresenta più di un terzo (il 31,6%) dell’export dell’intero comparto, mentre per l’industria alimentare il 2024 ha fatto registrare una crescita di esportazioni verso la Germania del +3,9%. Dankeschön!
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Ma dall’Europa non arrivano soltanto buone notizie. Francia e Spagna segnano ad esempio le note dolenti sul fronte dei metalli, con un -1,6% dell’export verso la Francia e addirittura una flessione di quasi dieci punti percentuali (-9,5%) delle esportazioni del settore verso la Spagna.
Non è (più) Europa, ma gli si vuole bene lo stesso, il Regno Unito. E il motivo è il settore alimentare. Che sembra essere particolarmente apprezzato, tanto da far registrare un incoraggiante +3,9%.
Ok, è il momento di far uscire l’elefante dalla stanza. Perché è evidente che con gli Stati Uniti viviamo la più classica delle relazioni complicate. Prima dell’arrivo di Trump, e tutto quello che ne è seguito in termini di dazi e relativa schizofrenia dei mercati, il 2024 aveva fatto registrare uno dei valori più alti dell’export pontino verso quel paese. Ecco spiegato il perché i dieci giorni più lunghi dell’economia mondiale, cioè quelli successivi all’annuncio del cosiddetto «Liberation Day» americano, hanno agitato e non poco il presidente degli industriali di Latina, Fausto Bianchi.
Del resto, numeri alla mano, gli Stati Uniti rappresentano il mercato extra-europeo più dinamico per la provincia di Latina: nel 2024 l’export pontino verso gli USA ha superato il miliardo di euro. E questo grazie a una crescita del +133%, trainata – ancora una volta – dal settore farmaceutico. Non solo. Anche l’industria alimentare ha beneficiato di questa espansione, con un incremento delle esportazioni rispetto ai dodici mesi precedenti +30,1%.
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Infine, l’America Latina si conferma uno dei mercati a più rapida espansione e insieme ad altre destinazioni americane mostra trend positivi e in crescita per l’export della provincia di Latina. Sia pure con volumi inferiori rispetto a quelli che ci legano, mani e piedi, agli Stati Uniti. E che ci espongono alla loro instabilità commerciale.
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