È “SOS”, sta per “segnalazioni di operazioni sospette” ed è quella che usano gli investigatori per riconoscere possibili infiltrazioni criminali. In provincia sono aumentate in alcuni settori strategici dell’economia
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L’ultima relazione annuale della DIA, la direzione investigativa antimafia, contiene come sempre informazioni preziose per conoscere e valutare lo stato di salute dell’economia dei territori. Molte di queste informazioni sono contenute in argomentazioni articolate, ampie e complesse, come ampio e spesso complesso è il rapporto che lega un territorio agli attori della sua economia. Poi ci sono altre informazioni, che invece stanno in definizioni più semplici, didascaliche, qualche volta addirittura evocative.
Una di queste, secondo la DIA, interessa la provincia di Latina da molto vicino. E genera parecchia apprensione negli investigatori, perché è la spia dei movimenti che le organizzazioni criminali riescono a compiere infiltrandosi tra le maglie fittissime e intricate del tessuto economico locale.
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Sono le “SOS”, ovvero le segnalazioni di operazioni bancarie sospette. Una sigla che fin dal nome rimanda al potenziale bisogno di aiuto delle economie sane dei territori in cui queste segnalazioni si registrano. E Latina, o meglio la sua economia, sembra averne particolarmente bisogno. Scrivono infatti gli investigatori dell’Antimafia che nel Lazio “la provincia di Latina ha evidenziato un incremento significativo” di queste segnalazioni, mentre “le altre province hanno mantenuto un sostanziale equilibrio rispetto all’anno precedente”.
Nella provincia pontina le SOS sono aumentate rispetto al primo semestre del 2023 – la relazione si basa sullo scenario del 2024 e considera l’andamento in rapporto all’anno precedente – di ben 64 unità: dalle 383 del 2023 siamo arrivati alle 447 dell’ultima rilevazione. E questo malgrado il dato complessivo delle SOS mostri una netta diminuzione in prospettiva regionale per effetto soprattutto del calo fatto registrare dai casi relativi alla provincia di Roma.
L’aumento delle segnalazioni relative a operazioni bancarie sospette è però solo uno dei problemi con cui, stando alla relazione dell’Antimafia, deve fare i conti la provincia di Latina. L’altro è rappresentato dal fatto che queste operazioni siano avvenute attorno ad alcuni tra i settori più importanti dell’economia del territorio.
– Leggi anche: Dove finiscono i prodotti che vengono esportati dalla provincia di Latina
Scrivono infatti gli investigatori che: “tra i settori economici maggiormente esposti al rischio di infiltrazione mafiosa figurano l’edilizia, il gioco d’azzardo e le scommesse online, il commercio di prodotti petroliferi, la compravendita di rame e piombo, l’uso delle criptovalute e dei virtual asset, lo smaltimento dei rifiuti e i reinvestimenti in beni immobili e di lusso”.
Nella relazione della Direzione Investigativa Antimafia si legge inoltre che “a fronte di tale scenario, per arginare i tentativi di penetrazione mafiosa nelle attività economiche lecite e contrastare il condizionamento della governance aziendale … il prefetto di Latina ha disposto 17 interdittive nei confronti di imprese attive nei settori della ristorazione, della commercializzazione di prodotti agricoli, delle costruzioni e dei trasporti pubblici.”
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