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27 Agosto, 2026
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Una banca del tempo per recuperare gli anni perduti con l’ex Icos

Nel progetto di rigenerazione urbana che sorgerà sull’area accanto alla Pontina è prevista una palazzina in legno per la Questura, l’Asl e le associazioni. Ma la sfida più grande sarà culturale e inizierà a cantiere finito

Il rendering della palazzina che sarà realizzata al posto dell'ex Icos

Una banca del tempo per recuperare gli anni perduti con l’ex Icos

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“L’essenziale – tante volte – è invisibile agli occhi”. Chissà se è stata una citazione voluta, quella dell’ingegnere Carlo Patrizio, il professionista che per Latina ha messo su carta i sogni di un quartiere spezzato. Fatto sta che le parole del Piccolo Principe regalano una luce diversa alla sua didascalia sui progetti di rigenerazione urbana dell’ex Icos.

 – Leggi anche: Nel futuro dell’ex Mistral c’è anche una promessa di comunità

Parliamo del mostro di cemento che da decenni attende di essere abbattuto e che, da qualche settimana, finalmente, è in mano a un’impresa di demolizioni. Degli abbattimenti, della cerimonia voluta dal Comune e dall’Ater, in verità si è detto già tanto. Qui ci limitiamo a sottolineare semmai alcune sfumature che – magari – qualcuno si sarà perso.

Gru al lavoro per l'abbattimento dell'ex Icos di Latina

Intanto, i punti essenziali da sapere: coi fondi del PNRR, Ater e Comune di Latina puntano alla rigenerazione urbana con un progetto da oltre 16 milioni di euro che prevede interventi migliorativi su due degli Stecconi, e poi l’abbattimento dell’Icos e la realizzazione di una nuova struttura da questa parte della Pontina, a ridosso di quella che fu la sede dell’università. E, però, al di là dei dettagli, che pure daremo, serve sottolineare che non è tutto qui.

 – Leggi anche: Il recupero dell’ex AVIR di Gaeta può diventare un modello

“Non lo è assolutamente, non deve esserlo – sottolinea l’ingegnere Carlo Patrizio –. La rigenerazione urbana ha un aspetto immateriale, socioculturale,  rilevante almeno quanto quello materiale. Un lavoro altrettanto fondamentale pertanto inizierà nella fase successiva, quando riconsegneremo le chiavi del cantiere all’Ater e al Comune di Latina. Sono loro a doverci credere, ma credere davvero. Qui servirà una cabina di regia per assicurare che la parte immateriale del progetto venga messa a terra. Con coraggio”.

La planimetria del progetto di rigenerazione urbana dell'ex Icos

Il punto più alto di questa progettazione è quello del Community Lab, un laboratorio di comunità.

“Abbiamo pensato a un metodo partecipativo che punti a far diventare i due agglomerati urbani – i lotti 46 e 47 da una parte della Pontina e il 49 dall’altra – un solo quartiere, un unico profilo sociale, con le persone e le associazioni e le istituzioni che stringono un patto tra loro”. Una sinergia in cui immaginare, per esempio, una specie di banca del tempo per assicurare badanti e baby sitter alle famiglie che ne hanno bisogno e non possono permetterseli.

Perché la città, qui, è già un posto lontano. “Prima di mettere su carta le nostre idee ci siamo rivolti a 800 tra bambini e ragazzi che vivono nel quartiere. Un questionario per capire di cosa avessero maggiormente bisogno. La loro risposta è stata tranciante: qui non c’è niente”. Ecco allora la necessità di pensare a una biblioteca, ad ambulatori medici, a spazi ricreativi e culturali, alla cavea, alle aule per le associazioni.

E che sia un progetto con una grande anima lo si capisce da un dettaglio, che poi tanto dettaglio non è. “Su 500 progetti circa presentati a livello nazionale nell’ambito del PNRR siamo arrivati quarti”, testimonia Angelo Contessa, l’amministratore del Consorzio Build, che sta portando avanti l’intervento con una certa fierezza. Build è un consorzio di imprese la cui la capogruppo è una società di famiglia, la Cea Costruction, amministrata dalla figlia Emanuela.

 – Leggi anche: L’impatto del Pnrr in provincia di Latina è racchiuso in un giardino

“Partecipare al bando è stata una scommessa – racconta –, la prima gara era andata deserta. Ma ci siamo resi conto che si poteva fare un buon lavoro, e allora abbiamo iniziato a crederci. Questo è un progetto bello, di quelli che costruiscono l’anima di una comunità. Siamo orgogliosi di averlo presentato, e di averlo immaginato così”.

Il progetto dell'ex Icos da una diversa prospettiva

Il progetto, appunto. Che prevede la sostituzione degli infissi in 360 alloggi, da una parte, ma soprattutto la realizzazione di una nuova costruzione al posto dell’ex Icos: tre piani realizzati con moduli di legno di rovere, una “L”  in cui troveranno spazio il nuovo ufficio passaporti della Questura, il poliambulatorio medico, un bar con annessa sala lettura, aule polifunzionali e uno spazio per le associazioni. Quelle che dovranno fare da collante tre le due metà del quartiere, ma con un piccolo grande aiuto già messo su carta.

“Nel progetto abbiamo previsto anche una ciclovia pedonale sulla Pontina, per facilitare questa simbiosi – concludono Contessa e Patrizio -. Non rientrerà nella prima fase dei lavori, quella finanziata, ma noi abbiamo voluto ugualmente prevederla. È un seme che va piantato,  fondamentale per unire le due anime del quartiere”.

Vedremo poi se la parte pubblica saprà farlo germogliare.

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