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27 Agosto, 2026
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Cos’è questa storia di sfruttamento dei bagnini sulle spiagge pontine

Un’inchiesta ha svelato un sistema illecito basato sul rilascio di brevetti falsi, stipendi pagati in parte in nero, caporalato e diverse società “fantasma”. Indaga la Procura

Cos’è questa storia di sfruttamento dei bagnini sulle spiagge pontine

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Per i bagnini delle spiagge pontine questa sarà ricordata come la stagione della consapevolezza. Un’inchiesta giornalistica del Post ha svelato un sistema illecito di sfruttamento del lavoro che coinvolge gli assistenti bagnanti dell’intera costa laziale e pone fine all’età dell’innocenza del settore, sul quale ora anche la procura di Latina vuole vederci chiaro.

  –  Leggi anche: Il mare è la più grande contraddizione della provincia di Latina

Il sistema è quello raccontato nell’ottimo articolo firmato da Angelo Mastrandrea, il quale, dopo aver messo insieme diverse testimonianze, è riuscito a documentare la leggerezza con cui, nel Lazio, e in particolare nel sud pontino, è possibile ottenere il brevetto da bagnino nel giro di pochissimi giorni, invece che dopo aver frequentato un corso di tre mesi e superato il relativo esame di idoneità.

Nell’inchiesta si racconta di un colloquio di lavoro registrato di nascosto che un esperto bagnino ha sostenuto a inizio stagione con un “imprenditore di Terracina che stava reclutando bagnini per le spiagge libere e gli stabilimenti balneari del basso Lazio”.

Secondo la ricostruzione del Post, l’imprenditore avrebbe chiesto al candidato non soltanto di lavorare per lui, ma anche di supportarlo nell’attività di scouting di altri giovani aspiranti bagnini, ai quali lo stesso imprenditore sarebbe poi stato in grado di fornire un falso brevetto da bagnino – e un lavoro vero, tramite società o cooperative a lui riconducibili – nel giro di pochissimo tempo. Unico requisito richiesto per le giovani “reclute”: saper nuotare.

Un sistema che alla Capitaneria di porto di Terracina sembrano conoscere molto bene. Come pure sembrano essere note le storture del sistema di reclutamento dei bagnini impiegati sulle spiagge del sud pontino e le condizioni di lavoro a cui molti e molte di loro sono sottoposti. 

  –  Leggi anche: Il turismo a Latina sta diventando una cosa seria, a parte gli stipendi

Non a caso l’inizio della stagione estiva fa registrare in provincia di Latina sempre nuove polemiche e nuovi imbarazzi su questo fronte.

E quest’anno non poteva fare eccezione. Sempre secondo l’inchiesta pubblicata dal Post, “negli ultimi mesi 80 bagnini del basso Lazio reclutati dalle cooperative si sono rivolti all’Ispettorato del Lavoro per denunciare mancati pagamenti e le cattive condizioni di lavoro”. E finora circa il 70% di loro (ovvero 54) “ha ottenuto un risarcimento, mentre altre 25 denunce sono ancora in fase di accertamento”.

L’impressione è che siamo soltanto all’inizio della storia. Una brutta storia.

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