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27 Agosto, 2026
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La coop di Latina che ha cambiato la storia delle farmacie del Lazio

È la Farla, nata cinquant’anni fa dall’intuizione di 14 farmacisti con l’obiettivo di contrastare il monopolio dei distributori del farmaco. Oggi è un gigante della logistica da centinaia di milioni di euro di fatturato

La coop di Latina che ha cambiato la storia delle farmacie del Lazio

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Ci sono storie d’impresa che hanno per protagonisti capitani d’azienda cresciuti in famiglie di industriali o imprenditori, oppure uomini e donne partiti da zero. E poi ci sono storie più complesse, nate dalla volontà e dall’esigenza di conciliare bisogni diversi e costruire qualcosa che funzioni per tutti, senza escludere nessuno.

La storia di Farla va proprio in questa direzione: un gruppo di piccoli imprenditori, titolari di farmacie della provincia di Latina, che il 16 febbraio del 1971 decidono di unire le forze con un obiettivo semplice: organizzarsi in proprio e contrastare i prezzi imposti da società distributrici di medicinali. Che all’epoca operavano di fatto in regime di monopolio.

Una foto del vecchio stabilimento Farla di via Monti Lepini a Latina

Quel giorno quattordici farmacisti decisero di dare vita all’esperienza della Farla, partendo da un piccolo magazzino a Cisterna di Latina. Cinquant’anni dopo, la società conta tre sedi dislocate tra Latina, Viterbo e Roma, dove lavorano 160 persone tra collaboratrici e collaboratori, per servire oltre 850 farmacie (quasi tutte nel Lazio e molte nel sud della Toscana).

  –  Leggi anche: I lavoratori del settore farmaceutico pontino valgono 142 mila euro per l’azienda che li assume

Due dati, tra i tantissimi che accompagnano le  storie di imprese come quella della Farla, raccontano bene i primi cinquant’anni di questa cooperativa: 35 milioni di pezzi venduti all’anno e un fatturato di 217 milioni di euro (dato del 2024).

Definita meglio l’azienda in termini di numeri, il presidente Roberto Pennacchio (che ricopre anche la carica di presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Latina), non ha dubbi sul valore straordinario dell’intuizione dei fondatori della Farla. “Furono lungimiranti anche rispetto al momento storico, parliamo appunto di più di cinquant’anni fa. Volevano indipendenza e autonomia dalla distribuzione che all’epoca non lasciava grandi margini alle farmacie, le quali non riuscivano ad avere una capacità contrattuale adeguata e dunque risultati dignitosi”.

Il presidente Roberto Pennacchio

Farla era una delle sei cooperative che all’epoca operavano nel Lazio ed è rimasta l’unica. In Italia, negli anni, la quota di società che hanno dato lo stesso servizio nella logistica per le farmacie è arrivata 46, attualmente se ne contano appunto sei.

“Le altre – spiega Pennacchio – hanno chiuso perché i margini sono esigui e i costi molto importanti. Il mercato del farmaco è difficile perché la marginalità finale è molto bassa. Noi, negli anni, per sopportare la concorrenza dei grandi gruppi internazionali, abbiamo lavorato molto sulla tecnologia. La struttura della cooperativa ci permette di restare in equilibrio, anche perché non abbiamo fini di lucro ma l’unico obiettivo è quello di stornare al socio tutto quello che possiamo in termini di sconti, servizi e agevolazioni dal punto di vista commerciale”.

L'area che ospiterà dove sorgerà il nuovo stabilimento, sulle ceneri del vecchio sito

Tutto questo valore è stato messo in discussione dall’incendio che lo scorso anno ha distrutto lo storico stabilimento di Latina, in via Monti Lepini.

“Ma non abbiamo pensato di retrocedere neanche per un istante” sottolinea Pennacchio, che appena due settimane fa ha dato il via ai lavori del nuovo sito che sorgerà proprio dove c’era il precedente. Uno stabilimento di oltre 4.500 metri quadrati per un investimento di oltre 23 milioni di euro.

“È stato un anno difficile – ha aggiunto – ma la cooperativa ha garantito sempre i suoi servizi riorganizzandosi anche grazie al supporto degli altri siti di Roma e Viterbo”. Un lavoro che ha generato, nonostante le complessità, un aumento di fatturato pari a 1,7 milioni di euro.

Il presidente Pennacchio con alcuni collaboratori e consulenti della Farla

La sfida è finire i lavori del nuovo sito entro l’estate del prossimo anno. E puntare, davvero, su uno slogan che è parte integrante di una legge del 2009: la farmacia dei servizi. Accordi, contratti, maggiori occasioni in termini commerciali che consolidano l’attività di Farla a favore delle farmacie.

“Penso ad esempio – riprende il presidente Pennacchio – ai contratti sottoscritti per la telemedicina, alle convenzioni ma anche per la distribuzione di tutte le merci e parafarmaci. Oltre il farmaco, ovviamente, che rimane al centro del lavoro dell’azienda”.

Definito lo stabilimento e i servizi, poi bisogna farli funzionare. E anche su questo in Farla sembrano avere una visione strategica chiara. Potendo contare anche sul confronto con le case farmaceutiche, agevolato dalla presenza in provincia di Latina del distretto. 

  –  Leggi anche: Di chi parliamo quando parliamo di polo chimico-farmaceutico pontino

“Lavoriamo continuamente per creare momenti di incontro – spiega il presidente – dedicati alla formazione e all’informazione”. L’obiettivo, dice, “è una organizzazione sempre più efficiente, puntando sull’intelligenza artificiale di cui sarà dotata anche la nostra nuova sede di Latina. Da sempre la tecnologia è al centro del nostro lavoro e la sfida è rimanere aggiornati, anche in termini di investimenti”.

Un addetto si occupa della preparazione degli ordini in uno dei magazzini della Farla

Nella sua riflessione, il presidente non si nasconde tuttavia dietro a un dito. Né si lascia scoraggiare da quello che, per un’azienda che di fatto si occupa anche di logistica, può essere determinante: la cronica carenza di infrastrutture della provincia di Latina. “La Farla è quello che è nonostante la Pontina – sottolinea Pennacchio – ma noi ci siamo sempre organizzati per servire i territori, quello di Roma che ha i suoi noti problemi di traffico e anche i paesini della provincia di Rieti, Viterbo e Frosinone oltre che del sud della Toscana”.

Insomma si arriva ovunque, se solo si ha la capacità di farlo e anche quella di mettere insieme le esigenze di tanti. E su questo “tanti”, per Farla, c’è un numero preciso: 277 soci. Per ora.

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