Quella relativa alla raccolta differenziata che si riuscirà a raggiungere in città e sulla quale amministrazione comunale e vertici della società di igiene urbana si giocano il futuro
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Basterà al comune di Latina un approccio aggressivo per rendere il servizio di igiene urbana veramente – e finalmente – efficiente, ovvero in grado di ridurre i rifiuti ma anche i costi a carico di imprese e cittadini? E farlo, per di più, entro il 2027?
La domanda è d’obbligo dopo la presentazione del nuovo piano firmato da Antonello Malucelli, direttore generale di ABC Latina (la società municipalizzata che si occupa del servizio nel capoluogo), e approvato anche dalla Commissione Ambiente. La sfida si sposta ora sui numeri, perché il progetto — oltre 250 pagine di dati, costi e previsioni — non si limita a ridefinire l’organizzazione del servizio, ma delinea anche la traiettoria economica e ambientale della città fino al 2027.
L’obiettivo è avere meno rifiuti da gestire, più raccolta differenziata, costi più razionali, ma soprattutto iniziare a mitigare e risolvere le criticità storiche della raccolta dei rifiuti a Latina in una città ormai soffocata dal degrado.
Il nuovo modello punta – almeno nelle ambizioni della giunta – a una raccolta più “intelligente” e controllata. Nel dettaglio, saranno installate 88 postazioni smart (66 nel centro storico, 22 nella circonvallazione) in grado di servire oltre 10.000 utenze. Ogni postazione sarà dotata di sistemi di riconoscimento utente e sensori di riempimento, mentre verranno collocati anche 20 contenitori dedicati alla raccolta degli abiti usati.
Il servizio sarà completato da lavaggi regolari dei contenitori, pulizia quotidiana delle postazioni e raccolta a domicilio per le attività commerciali, in particolare nel settore food. Insomma: un sistema almeno sulla carta più pulito, tracciabile e “personalizzato”, che punta a ottimizzare i giri di raccolta e a ridurre gli accumuli abusivi.
I dati previsionali contenuti nel piano mostrano un cambio di rotta significativo: -6% di rifiuti totali e +70% di raccolta differenziata entro il 2027. È questa la percentuale dalla quale non si sfugge e che inchioda vertici della società ambientale, e amministrazione, ciascuno alle proprie responsabilità. Considerate le condizioni di partenza, l’equivalente di un’impresa olimpica. E in aggiunta, una riduzione di oltre 10.000 tonnellate di rifiuto non riciclabile in tre anni, grazie a tecnologie smart, razionalizzazione logistica e maggior coinvolgimento dei cittadini.
Come detto, però, l’obiettivo non è soltanto ambientale. Anche per i costi la sfida contenuta nel nuovo piano rifiuti si annuncia complessa.
Il quadro economico a regime, previsto per il 2027, mostra un sistema più efficiente ma ancora costoso (scheda in alto).
È previsto un aumento del 2% annuo dei costi di trattamento dell’indifferenziato, ma anche una crescita dei ricavi proporzionale al miglioramento della qualità della raccolta. Il bilancio complessivo, secondo ABC, resta sostenibile se accompagnato da una tariffazione puntuale e da una riduzione costante dei volumi conferiti in discarica. In caso contrario, si rischiano costi elevati e nuovi rincari sulla Tari.
Per centrare gli obiettivi che si è preposto, il piano prevede infatti l’ammodernamento del parco mezzi, che passerà a 207 veicoli: 68 nuovi mezzi da acquistare, per un costo complessivo di € 5.254.500,00, e 146 mezzi già in dotazione all’azienda. Sul fronte dei materiali di consumo, si stimano 104 sacchetti l’anno per utenza domestica per la frazione umida, con distribuzione al 52% delle famiglie, incentivando il riuso degli shopper biodegradabili. Per le utenze commerciali, saranno utilizzati sacchi da 50 litri, mentre il servizio per i rifiuti urbani pericolosi (RUP) sarà potenziato.
Per l’avvio del nuovo modello sono previsti 453.380 euro complessivi, così suddivisi:
- Censimento utenze e analisi spazi: € 20.055
- Distribuzione materiali e gestione contenitori: € 363.561
- Campagna informativa: € 69.764
Insomma, la visione di ABC Latina è chiara: una città più pulita, tecnologica e sostenibile, con meno rifiuti e maggiore efficienza economica. Resta da capire se la complessità del sistema, i costi iniziali e la capacità di coinvolgere davvero i cittadini permetteranno di raggiungere gli obiettivi ambiziosi fissati per il 2027. La vera complessità, ancora una volta, sarà quella di trasformare i numeri in risultati concreti.
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