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27 Agosto, 2026
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Latina vuole risolvere i suoi problemi di igiene urbana con un approccio molto aggressivo

Servirà a giustificare un obiettivo ambizioso. Implica un investimento da oltre 23 milioni di euro e l’applicazione di un piano fondato sul riconoscimento dei fallimenti degli ultimi anni

Latina vuole risolvere i suoi problemi di igiene urbana con un approccio molto aggressivo

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Può un investimento da oltre 23 milioni di euro trasformare Latina in un modello di efficienza e sostenibilità urbana?

È questa la domanda che accompagna la discussione sul nuovo piano integrato per l’igiene urbana elaborato da ABC Latina (la società municipalizzata che si occupa del servizio nel capoluogo), approvato dalla Commissione Ambiente e in attesa di approdare in consiglio comunale. Un progetto corposo – oltre 250 pagine – firmato dal Direttore generale dell’azienda Antonello Malucelli e condiviso con l’amministrazione comunale, che ridisegna l’intera gestione dei rifiuti in città, con l’obiettivo di superare criticità storiche e proiettare Latina verso standard europei in tema di economia circolare.

Nel 2024, il costo complessivo della gestione integrata di igiene urbana è stato di circa 17 milioni di euro per raccolta e spazzamento, cui si aggiungono 6,8 milioni per trattamento e smaltimento dei rifiuti. Il costo pro capite stimato – 186 euro per abitante (IVA esclusa) – colloca Latina nella fascia media dei capoluoghi italiani, ma con margini di ottimizzazione ancora ampi.
Nonostante i ricavi da vendita di materiali riciclabili (oltre 1,4 milioni di euro), il servizio presenta un saldo negativo di circa 6,8 milioni, dovuto soprattutto all’elevato costo del porta a porta e alle inefficienze del sistema attuale.

Il piano parte da un’analisi critica dell’attuale sistema che ha evidenziato gli alti costi del porta a porta, che ne hanno frenato l’espansione, lo spazzamento carente, spesso insufficiente rispetto al reale fabbisogno urbano, fenomeni di abbandono rifiuti, aggravati dal cosiddetto “pendolarismo dei rifiuti” e da una capacità di controllo sul territorio insufficiente. Il nuovo progetto mira a correggere queste distorsioni, puntando su una maggiore flessibilità territoriale, l’uso di tecnologie intelligenti e un sistema economico più sostenibile.

Il nuovo piano ABC introduce una differenziazione territoriale del servizio, calibrata sulle caratteristiche urbanistiche e interessa 66.210 utenze domestiche e 7.459 non domestiche, distribuite in 28 zone operative, differenziate per tipologia urbanistica.

  • Centro storico: cassonetti intelligenti con riconoscimento utente e sensori di riempimento;
  • Circonvallazione: raccolta condominiale integrata da postazioni smart;
  • Aree urbane e borghi: porta a porta con contenitori condominiali;
  • Zone rurali e litorali: porta a porta ridotto e potenziamento estivo.

La vera novità è rappresentata dall’adozione dei trasponder RFID su tutti i contenitori, per introdurre una tariffazione puntuale e rispondere a un principio semplice: chi produce meno rifiuti paga meno. È il passaggio più delicato, ma anche quello che può imprimere una svolta economica al sistema, spostando il baricentro dal costo fisso alla responsabilità individuale.

Nel Centro Storico e nelle zone della Circonvallazione, il piano prevede infatti cassonetti intelligenti con riconoscimento utente e sensori di riempimento, strumenti che non solo garantiranno maggiore decoro urbano, ma permetteranno di monitorare i comportamenti dei cittadini e premiare i più virtuosi. Contestualmente, si annuncia una revisione del regolamento comunale per introdurre meccanismi più efficaci di controllo, tracciabilità e trasparenza, con l’obiettivo di rafforzare il principio della responsabilità condivisa tra amministrazione, cittadini e imprese.

Un approccio aggressivo, dunque, quello di ABC. Ma necessario, per giustificare un obiettivo ambizioso: portare la raccolta differenziata al 70%, ridurre la produzione di rifiuti indifferenziati e migliorare il decoro cittadino.

La vera sfida sarà quella di contenere i costi e migliorare le performance senza pesare ulteriormente sulle tasche dei cittadini. Secondo l’analisi del piano, la razionalizzazione dei servizi, unita alla valorizzazione economica dei materiali riciclabili, può portare nei prossimi anni a un sistema più equilibrato sul piano economico e più sostenibile sotto il profilo ambientale.

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