La mappa nazionale delle colonnine attive mostra l’inadeguatezza della rete di ricarica del territorio. Su 33 comuni solo 4 arrivano in doppia cifra. Ed è probabile che non siano quelli a cui state pensando
ADV
Ricaricare l’auto elettrica in provincia di Latina può diventare un’esperienza sfidante, se non si conosce bene la morfologia del territorio. Oltre a scontare un ritardo evidente rispetto ad altre province d’Italia, quella di Latina si caratterizza infatti negativamente anche per una distribuzione delle colonnine pubbliche frammentata, disomogenea e del tutto inadatta a rispondere ai bisogni delle comunità. Soprattutto di quelle a maggiore vocazione turistica. Ma ci arriviamo.
Come si evince infatti dalla Piattaforma Unica Nazionale dei punti di ricarica per i veicoli elettrici, lo strumento lanciato nel 2024 dal Ministero dell’Ambiente e aggiornato l’anno successivo con la sua versione mobile, la provincia di Latina può contare su appena 264 colonnine pubbliche sulle 6.217 attive in tutto il Lazio; seconda regione in Italia, dopo la Lombardia.
Numeri alla mano, parliamo di meno del 5% (4,2% ad essere precisi) del totale dei punti di ricarica attivi nell’intera regione. Un po’ pochino.
– Leggi anche: All’idea di una Latina «Smart City» sono rimasti in pochi a credere
Una insufficienza evidente che è aggravata oltretutto dal fatto che nella classifica dei 10 comuni più popolosi della provincia di Latina, oltre la metà sono “coperti” da un numero di colonnine pubbliche di ricarica davvero risibile.
Stando ai dati forniti dal governo, sui 33 comuni del territorio pontino solo 4 superano la doppia cifra: Aprilia (93: 89 più i 4 di Campoleone), Latina (41: 36 più i 5 dello Scalo), Gaeta (24) e Terracina (11).
Numeri visibilmente insufficienti, che non solo frenano quei cittadini che con le proprie scelte stanno contribuendo alla transizione verso la mobilità elettrica in provincia di Latina, ma che penalizzano anche quelli che vorrebbero provarci.
– Leggi anche: L’indotto dei ristoranti stellati in provincia di Latina interessa a pochi, ed è un problema
A complicare ulteriormente il quadro, c’è poi la distribuzione del tutto irrazionale dei punti di ricarica attivi. Le mappe mostrano infatti in modo piuttosto chiaro che la percentuale maggiore delle colonnine presenti in provincia di Latina si trova al nord del territorio, ovvero quello notoriamente meno interessato dai flussi turistici e dall’indotto che questi sono in grado di generare.
Più si scende, e quindi più aumenta la percentuale di visitatori stagionali che in estate scelgono la provincia di Latina, minore è la quantità di punti di ricarica attivi. Con la sola eccezione di Gaeta, il cui numero risulta comunque sottodimensionato rispetto a una domanda che tra residenti e turisti aumenta in misura esponenziale da maggio a settembre.
Per non parlare poi dell’entroterra. Cioè delle aree comprese tra i Monti Lepini, gli Ausoni e gli Aurunci. Qui il quesito “dove ricaricare l’auto elettrica” è proprio difficile poterselo porre. Norma, Prossedi, Rocca Massima, Sonnino, Spigno Saturnia: in queste aree il tema della transizione verso la mobilità elettrica non sembra proprio essere ancora entrato in agenda. Stesso discorso per le isole.
Persino Latina, intesa come capoluogo, non riesce a stare al passo degli altri capoluoghi italiani. Hanno provato a farne un tema politico alcuni consiglieri di opposizione, attraverso una mozione che in sostanza punta a facilitare l’installazione di una rete estesa di colonnine di ricarica elettrica che almeno parzialmente farebbe leva su un altro progetto di mobilità alternativa, tristemente tramontato. Un rapporto, quello di Latina con la mobilità, che non è mai stato dei più funzionali.
In definitiva, per chi in provincia di Latina sta valutando l’acquisto di un’auto elettrica, la raccomandazione è di valutare attentamente le proprie abitudini di mobilità. Chi vive nei comuni meglio serviti come Aprilia o Latina, soprattutto se ha la possibilità di installare una colonnina domestica, può permettersi di considerare seriamente questa scelta come un’ozpione. Al contrario, chi risiede nei centri meno “coperti”, o ha necessità di spostamenti frequenti e non programmabili, potrebbe dover attendere un ulteriore, definitivo, sviluppo delle infrastrutture.
E sperare che l’attesa sia ragionevole. Almeno quella.
Pubblicato
Autore
Share
ADV
Iscriviti alla nostra Newsletter
Se ti è piaciuta questa storia
non perdere tutte le altre.
ADV
ADV
ADV
ADV
Justin Timberlake
mugshot turned into art
Singer Justin Timberlake's mugshot
has been turned into art by a New York artist duo.




















