Terza tappa del festival urbanistico “Città in scena”: l’associazione dei costruttori pontini svela i progetti più audaci, dal mattatoio di Roma al nuovo ospedale di Latina
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“Città in scena” è anche – e soprattutto – un bel modo per sedersi e guardarle negli occhi, le nostre città. Ma con questo titolo di grande suggestione Ance Latina, l’associazione dei costruttori pontini, accogliendo l’invito di Ance nazionale e dell’associazione Mecenate 90, ha tenuto al museo Cambellotti la terza tappa del Festival della Rigenerazione urbana.
Che non è stato solo uno sguardo approfondito sui progetti – e sui cantieri – che potrebbero far rinascere i nostri centri urbani, ma anche un momento di riflessione sulle zavorre burocratiche che li rallentano.
A fare gli onori di casa, introdotta dal giornalista Stefano Zurlo, è stata la sindaca di Latina Matilde Celentano. “Questo è un luogo iconico per noi – ha detto riferendosi al museo Cambellotti -, con orgoglio possiamo ospitare qui un evento del genere. La rigenerazione è un’opportunità strategica perché introduce modelli innovativi di partecipazione sociale, dove spesso arti e cultura diventano centrali”.
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A Latina, ricorda il primo cittadino, “abbiamo iniziato con la progettazione del centro storico e poi avviando i lavori in due grandi cantieri: quelli delle Vele, all’ex Icos, e nel quartiere Nicolosi. Sempre con l’idea di sviluppare modelli di gestione partecipativi, coinvolgendo la cittadinanza a fini sociali. Il sociale fa parte a pieno titolo della rigenerazione urbana per ricucire gli strappi nella società civile. Dove c’è degrado c’è emarginazione e lì si insinua la criminalità”.
Dopo il saluto del Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella, è toccato al senatore di FdI Nicola Calandrini fare il punto sulle pastoie normative. “La nuova legge nazionale – assicura – sarà approvata a breve. Questo è un Governo che le cose le fa. La legge urbanistica però deve puntare su sostenibilità economica e ambientale”.
E poi: “Occorre un nuovo patto tra gli amministratori e la comunità tutta per non consumare più il suolo ma ragionare sulla rigenerazione, che non è solo urbanistica ma anche dei conti. Da questo punto di vista è stata importante l’approvazione della recente legge regionale che in materia di rigenerazione non dà molte risorse se non nuovo approccio. Le risorse vere, tre miliardi e mezzo di euro fino al 2037, le metterà il Governo”.
La sintesi della giornata però è nelle parole del presidente di Ance Latina, Pierantonio Palluzzi. “La rigenerazione non è la mera sostituzione di edifici, ma deve essere sinonimo di rinascita sociale ed economica. Deve essere un percorso culturale. Penso ai costruttori degli anni 50, all’epoca dei palazzinari. Abbiamo fatto scempi come categoria, sì, anche se quello era un Paese che aveva bisogno urgente di costruire. Quell’epoca è finita ma ci portiamo dietro ancora quelle vecchie paure. E invece dobbiamo scrivere leggi coraggiose”.
Secondo Palluzzi c’è bisogno di una maggiore collaborazione in filiera tra Governo, Regione, Comuni. “In un meccanismo infinito e contorto di autorizzazioni a vari livelli, da qualche parte prima o poi spunta fuori un vincolo che blocca tutto. E se chiudi il cantiere è un miracolo. Serve quindi maggiore collaborazione, l’obiettivo deve essere intervenire senza forzare la norma, i processi vanno ripensati, dobbiamo avere coraggio, sbloccare il mercato interno, perché favorire la rigenerazione significa far ripartire l’intera economia del Paese”.
Nel corso della giornata di lavori sul palco sono intervenuti moltissimi esperti, i rappresentanti degli ordini professionali, delle associazioni di categoria, della politica. Salvatore De Meo, europarlamentare, e il consigliere regionale Cosimino Mitrano hanno sottolineato l’importanza di una governance pubblico privata per favorire gli interventi di rigenerazione urbana: “C’è un pregiudizio di fondo che va superato, l’intervento dei privati diventa fondamentale”.
E se l’assessore regionale all’urbanistica Giuseppe Schiboni ha illustrato i benefici attesi dalla legge regionale che sul tema è stata appena approvata, il senatore Claudio Fazzone ha assicurato a sua volta che un nuovo testo legislativo sulla rigenerazione urbana, in discussione al Senato, verrà licenziato entro novembre.
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Conclusioni affidate, come d’obbligo, agli organizzatori. Ledo Prato, di Mecenate 90, lancia il grande appuntamento del prossimo ottobre al Maxxi di Roma per il festival nazionale, ma intanto il giudizio sulla politica è tagliente. “Ci si riempie la bocca sulle semplificazioni, allo stato pratico c’è sempre qualcosa che aggiunge complicazioni. Ma noi abbiamo il dovere di insistere su questo punto, anche sapendo che è una battaglia complessa. Qui c’è in gioco il futuro delle città e delle imprese”.
La presidente di Ance nazionale, Federica Brancaccio, chiude con un invito al coraggio, come aveva fatto in apertura Palluzzi. “L’urbanistica in Italia è ancora regolata da una legge del 1942, quando non c’era ancora la Costituzione e non esistevano le Regioni. Ma nessuno ha il coraggio di farne una nuova e questo è un paradosso assurdo. Ora aspettiamo la nuova legge in discussione al Senato, ma certo se poi per ogni intervento si costringe le amministrazioni a rifare il Prg non ne usciamo più, dovremo alzare le barricate”.
“Città in scena” è stata anche l’occasione per passare in rassegna alcuni progetti su cui Ance ha investito molto, talvolta in risorse, ma sempre in gradi energie. In particolare:
- A Formia la Passeggiata di Cicerone che andrà a ridefinire il waterfront di Vindicio. Un finanziamento di 5 milioni di euro con i fondi Pnrr per realizzare una passeggiata pedonale di 3 chilometri tra zona la turistica e quella archeologica e culturale.
- A Sermoneta con la riqualificazione dell’area di 43 ettari in cui insisteva la Mistral. Un progetto privato con la supervisione pubblica che aspetta ora solo l’approvazione da parte della Regione. Dopo la bonifica ambientale verrà realizzato un quartiere smart green con giardini pensili, un nuovo polo didattico e appartamenti destinati ad housing sociale.
- Viterbo punta invece sulla riqualificazione gestita dalla parte privata che riguarda un’area di circa un ettaro, l’ex gasometro, dentro le mura, e lo trasforma nella sede di Ance e confindustria. E determina la nascita di un polo culturale che diventi sede di eventi per la città. Prima parte già realizzata, la seconda ferma per problemi con la Soprintendenza.
- A Roma c’è il grande progetto che riguarda il Mattatoio, struttura risalente al 1880. Con fondi del Pnrr, del Comune e dell’università Roma Tre: 15 cantieri già aperti, altri 10 a breve. Sarà tra i 5 centri culturali più grandi d’Europa, ci sarà una fondazione a gestire tutto. Nel 2027 sarà pronto.
- Gaeta ha presentato la riqualificazione dello storico opificio ex Avir che punta ad avere uno spazio urbano nuovo per migliorare vivibilità con servizi comuni, la passeggiata, la socializzazione, spazi sportivi, culturali, turistici.
- A Latina due progetti: il primo riguarda la qualificazione del quartiere Nicolosi Frezzotti con 12 milioni per interventi multipli: la riqualificazione degli alloggi e degli spazi verdi, e poi la realizzazione di un mercatino rionale, di una piccola biblioteca multimediale, della palestra e di una sala polifunzionale.
- Sempre a Latina, il progetto del grande ospedale da 400 posti letto a Borgo Piave, con Dea di II livello e 12 sale operatorie, su tre piani, più uno interrato con parcheggio. Ma qui siamo al punto zero, le risorse non ci sono. Figurarsi i 400 milioni richiesti dall’intervento.
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