I dati confermano un’alta propensione all’imprenditorialità tra le nuove generazioni di pontini. E molti iniziano dal settore più complesso e apparentemente meno redditizio: la cultura
ADV
Mercato del lavoro intasato, concorsi pubblici che sembrano lotterie, stipendi che non bastano. E allora, cosa fare? Sempre più giovani pontini scelgono una strada diversa, nonché l’unica percorribile, per accedere alla professione: mettersi in proprio.
Non sempre attraverso imprese artigiane, piccole industrie o passando per il mondo della ristorazione (che restano comunque i pilastri dell’economia locale), ma con imprese culturali, creative o digitali. Realtà che producono e distribuiscono beni e servizi culturali o che usano la cultura come leva strategica per generare valore economico.
Una inclinazione – diciamo così – all’imprenditorialità testimoniata anche dall’Osservatorio Giovani della Camera di commercio Frosinone-Latina e dalla Fondazione Bruno Visentini. Secondo i dati di uno studio condotto a quattro mani dai due enti, infatti, il 16% dei giovani under 35 della provincia di Latina dichiara che in futuro vuole diventare imprenditore. Uno su sei. Un dato che da solo basterebbe a raccontare la voglia (o il bisogno) che hanno i ragazzi di uscire dal pantano del lavoro tradizionale.
La fotografia più nitida delle imprese culturali pontine arriva però da Unindustria, secondo cui Latina è la seconda realtà più importante del Lazio per numero di imprese culturali e creative dopo Roma, concentrando il 6% delle imprese della regione.
Non solo: qui le aziende hanno in media 5 addetti, contro i 3,2 della media nazionale. Un segnale che, quando nascono, le imprese creative pontine sono strutturate meglio della media italiana. E non immaginatelo come un settore marginale: la provincia concentra il 7,8% dell’editoria e della stampa della regione e il 7,3% del design. Numeri dietro cui vibrano filiere vere.
Anche sul fronte startup e hub giovanili Latina si difende bene sul piano nazionale e meglio ancora su quello regionale. Solo per dare un’idea: il Comune ha ottenuto il massimo finanziamento per creare un hub per giovani imprenditori, con 9 sportelli diffusi nei comuni vicini, per offrire ulteriore terreno fertile e nuove idee su turismo, digitale e agroalimentare.
Certo, mancano ancora dati chiari sul reale business generato da queste imprese in provincia di Latina. Tuttavia, guardando al quadro nazionale, le imprese culturali e creative hanno un impatto misurabile attorno al 5,6% del PIL italiano, con milioni di addetti. E stringendo l’inquadratura sul Lazio, il settore culturale e creativo cuba oltre 15 miliardi di euro e dà lavoro a 205.000 addetti, pari al 7,3 % dell’occupazione regionale e Latina, con la sua quota di editoria, stampa, design e start-up, ambisce ad una fetta significativa di quel valore.
Eppure, se chiediamo: “qual è il fatturato di queste imprese pontine? Quanti posti di lavoro generano?”, il silenzio è sconcertante. Non esiste un dato disaggregato ed è paradossale: proprio mentre i giovani si inventano nuove imprese creative, mancano i numeri per misurare il loro impatto sull’economia del territorio.
– Leggi anche: Solo quattro posti in Italia sono peggio di Latina per vivere, se hai tra i 18 e i 35 anni
C’è poi la parte che non compare nelle statistiche: il cosiddetto indotto invisibile. Ogni progetto creativo smuove altre micro-economie locali. Un collettivo che organizza un festival chiama grafici freelance, service audio, tecnici delle luci. Una startup digitale che lavora da Latina lo fa servendosi dei tanti coworking aperti in città, locali che diventano uffici informali. Un brand di moda emergente non è solo fatturato e vendite, ma anche sarti, fotografi, social media manager. Tutto questo raramente viene conteggiato nei report ufficiali, ma è la benzina che fa girare la macchina creativa.
I giovani non stanno più ad aspettare chiamate da Roma o Milano. In un mercato del lavoro impermeabile, scelgono la scorciatoia più difficile ma forse più soddisfacente: inventarsi l’impresa.
E i dati dicono che la provincia non parte da zero: editoria, design, cultura digitale sono già qui. La sfida è capire se resteranno tante storie isolate, o se finalmente si costruirà un ecosistema pronto a sostenerle.
Pubblicato
Autore
Share
ADV
Iscriviti alla nostra Newsletter
Se ti è piaciuta questa storia
non perdere tutte le altre.
ADV
ADV
ADV
ADV
Justin Timberlake
mugshot turned into art
Singer Justin Timberlake's mugshot
has been turned into art by a New York artist duo.









