E il problema non riguarda solo i giovani, ma anche le aziende che vorrebbero assumerli, e non li trovano. Ce lo racconta un’indagine sulla qualità della vita basata su 15 indicatori. Questi:
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L’edizione 2025 dell’indagine sulla Qualità della vità in Italia, condotta dal Sole24Ore e presentata al Festival dell’economia di Trento, non lascia il minimo scampo alla provincia di Latina. Il territorio pontino esce umiliato da ciascuno dei tre indici che compongono il report e che da cinque anni misurano le “risposte” che i territori delle 107 province italiane sono – o non sono – in grado di fornire alle necessità e ai bisogni specifici dei target generazionali presi in esame. Ovvero quello dei bambini (dai 0 ai 14 anni), dei giovani (dai 18 ai 35 anni) e degli anziani (over 65 anni).
Per conoscere nello specifico quali sono, o per comprendere più nel dettaglio ciascuno dei 15 indicatori che sono alla base dell’indagine del Sole, in questo articolo ci soffermeremo però soltanto sul secondo dei tre target presi in esame: cioè quello relativo ai giovani, che per gli estensori dell’indagine sono le persone di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Il modo migliore, a nostro avviso, per capire dov’è che siamo più carenti e in definitiva come ha fatto Latina a classificarsi 103° su 107 province italiane. In altri articoli abbiamo fatto lo stesso con i 15 indicatori scelti per valutare il livello della qualità della vita di bambini e anziani.
– Leggi anche : In provincia di Latina i giovani sono sempre di meno
Cominciamo col dire che i 15 parametri statistici su cui si basa la ricerca sono forniti da enti e organizzazioni certificate come Istat, Centro Studi Tagliacarne, Infocamere, Ptsclas, IQVIA, Siae. Si tratta quindi di criteri in grado di offrire una fotografia estremamente attendibile e molto dettagliata dello stato del benessere territoriale della popolazione. Peraltro, attraverso una metodologia che quest’anno, per la prima volta, si è arricchita di nuove e interessanti variabili.
Accanto ai tradizionali indicatori economici e demografici, infatti, dall’indagine sono emerse anche dimensioni relazionali e percettive che fotografano aspetti cruciali della qualità della vita, e che hanno molto più a che fare con la sfera soggettiva dei singoli individui che non con quella collettiva delle comunità a cui appartengono. Una scelta, questa, che riflette in maniera evidente l’evoluzione delle priorità nel misurare il benessere in ciascuna delle tre fasi generazionali prese in esame.
E allora vediamoli questi 15 indicatori che misurano servizi, opportunità e condizioni di vita dei giovani in provincia di Latina.
E se vi state chiedendo come se la passino le altre province del Lazio, sapere che Roma (107°) è messa perfino peggio di Latina attenuerà forse un po’ il fastidio. Ma giusto un po’, perché restiamo comunque i penultimi in una regione in cui a Frosinone (95°), a Viterbo (91°) e soprattutto a Rieti (33°) si vive meglio che da noi.
In chiave nazionale, al vertice della classifica per la Qualità della vita dei giovani si conferma Gorizia, seguita da Bolzano, Trieste, Cuneo e Ferrara. Latina, Napoli, Taranto, Sud Sardegna e, come detto, Roma occupano invece gli ultimi cinque e desolatissimi posti.
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