C’entrano 15 indicatori che riguardano gli individui dai 0 ai 14 anni, ma non solo loro. Secondo un’indagine del Sole24Ore meritiamo appena il 96° posto sui 107 totali in Italia
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L’edizione 2025 dell’indagine sulla Qualità della vità in Italia, condotta dal Sole24Ore e presentata al Festival dell’economia di Trento, non lascia scampo alla provincia di Latina. Il territorio pontino esce umiliato da ciascuno dei tre indici che compongono il report e che da cinque anni misurano le “risposte” che i territori delle 107 province italiane sono – o non sono – in grado di fornire alle necessità e ai bisogni specifici dei target generazionali presi in esame. Ovvero quello dei bambini (dai 0 ai 14 anni), dei giovani (dai 18 ai 35 anni) e degli anziani (over 65 anni).
Per conoscere nello specifico quali sono, o per comprendere più nel dettaglio ciascuno dei 15 indicatori che sono alla base dell’indagine del Sole, in questo articolo ci soffermeremo però soltanto sul primo dei tre target presi in esame: cioè quello relativo ai bambini, che per gli estensori dell’indagine sono le persone di età compresa tra i 0 e i 14 anni. Il modo migliore, a nostro avviso, per capire dov’è che siamo più carenti e in definitiva come ha fatto Latina a classificarsi 96° su 107 province italiane. In altri articoli abbiamo fatto lo stesso con i 15 indicatori scelti per analizzare il livello della qualità della vita di giovani e anziani.
– Leggi anche : In provincia di Latina i giovani sono sempre di meno
Cominciamo col dire che i 15 parametri statistici su cui si basa la ricerca sono forniti da enti e organizzazioni certificate come Istat, Centro Studi Tagliacarne, Infocamere, Ptsclas, IQVIA, Siae. Si tratta quindi di criteri in grado di offrire una fotografia estremamente attendibile e molto dettagliata dello stato del benessere territoriale della popolazione. Peraltro, attraverso una metodologia che quest’anno, per la prima volta, si è arricchita di nuove e interessanti variabili.
Accanto ai tradizionali indicatori economici e demografici, infatti, dall’indagine sono emerse anche dimensioni relazionali e percettive che fotografano aspetti cruciali della qualità della vita, e che hanno molto più a che fare con la sfera soggettiva dei singoli individui che non con quella collettiva delle comunità a cui appartengono. Una scelta, questa, che riflette in maniera evidente l’evoluzione delle priorità nel misurare il benessere in ciascuna delle tre fasi generazionali prese in esame.
E allora vediamoli questi 15 indicatori che misurano servizi, opportunità e condizioni di vita dei bambini in provincia di Latina.
E se vi state chiedendo come se la passino le altre province del Lazio, ci sono buone probabilità che la risposta non vi farà piacere. Perché quanto a qualità della vita dei bambini la provincia di Latina è ultima tra le cinque laziali. Dietro a Frosinone (86°), Viterbo (79°), Rieti (73°) e Roma (46°).
Guidano la classifica nazionale Lecco, al primo posto, poi Siena, Aosta, Trento e Firenze. La chiudono invece Palermo, Napoli, Crotone, Trapani e Caltanissetta.
D’accordo: non c’era bisogno di questa inchiesta per accorgerci che il territorio pontino non è – e forse non è mai stato – il posto migliore dove mettere su famiglia e crescere una figlia o un figlio, ma la bontà e l’utilità di questo strumento, come dei tanti che durante l’anno ci mostrano l’orizzonte verso cui siamo diretti, restano valori assoluti.
Perché è proprio grazie a loro se possiamo misurare la distanza che ancora separa la provincia che siamo dalla provincia che dovremmo essere.
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