Parte da Borgo Sabotino il piano nazionale di riconversione industriale di Sogin: dentro Cirene saranno realizzati nuovi sistemi di accumulo di energia a batterie
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È stato per anni il simbolo della servitù nucleare. Il contributo pagato da questo territorio alle esigenze nazionali, nell’ambito delle politiche di approvvigionamento energetico. Ma oggi, finalmente, potrebbe scrivere una pagina diversa, e addirittura ispirare il riscatto delle energie rinnovabili.
Partirà proprio dal sito nucleare di borgo Sabotino, infatti, l’operazione “Bess” da parte di Sogin, la società del ministero del Tesoro che si occupa della gestione degli impianti nucleari italiani. Bess – Battery Energy Storage System – è il sistema di accumulo di energia a batteria, in questo caso parliamo di accumuli elettrochimici, il più noto dei quali è quello ioni-litio.
La stessa Sogin ha annunciato l’operazione, come scrive il Corriere della Sera riportando la notizia. Il Cirene, il reattore ad acqua pesante che era in avanzata fase di costruzione davanti alla centrale nucleare, e che venne accantonato in seguito al referendum abrogativo del 1987, ospiterà i nuovi impianti.
La parte pubblica ha intenzione di coinvolgere i privati attraverso un project financing da circa duecento milioni di euro, riutilizzando infrastrutture già esistenti, ottenendo un impianto da 266 megawatt.
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“Per Cirene – spiega Gian Luca Artizzu, amministratore delegato di Sogin – erano già state costruite le infrastrutture di servizio elettriche, come l’elettrodotto che serviva la centrale e la connessione con la cabina primaria di Terna. Il sito era già predisposto, non è necessario richiedere la valutazione di impatto ambientale e basta un’autorizzazione semplificata”.
Esiste già un progetto, quello proposto da Absolute Energy, ma Sogin dovrà avviare una gara per verificare che non ci siano offerte più vantaggiose. Le proposte dovranno essere presentate entro il 26 settembre. Il progetto vincente parteciperà all’asta Macse di Terna, in programma il 30 settembre, per poter accedere agli incentivi.
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Come sottolineato dal CEO Artizzu, Sogin selezionerà le offerte in base al rendimento previsto. Dal canto suo, Absolute Energy, in quanto proponente, avrà il diritto di pareggiare l’offerta e di esercitare il diritto di prelazione.
“Quello di Latina sarà il primo passo nel quadro di una lunga ed elaborata riconversione industriale – conclude Artizzu – e se questo progetto andrà bene puntiamo a ripeterlo nelle aree di rispetto delle ex centrali nucleari, quelle di Trino Vercellese, di Caorso a Piacenza e del Garigliano”.
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