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27 Agosto, 2026
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Cosa si dice intorno al gruppo che sta acquistando Plasmon

NewPrinces (ex Newlat Group) è il più grande player del settore food quotato alla Borsa italiana. Un gigante da 3 miliardi sulla cui tenuta gli analisti sono divisi

I biscotti Plasmon prodotti nello stabilimento di Latina.

Cosa si dice intorno al gruppo che sta acquistando Plasmon

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L’accordo preliminare per la vendita di Plasmon da parte di Heinz Kraft al gruppo NewPrinces per una cifra intorno ai 120 milioni di euro segna il ritorno in mani italiane dopo più di sessant’anni dello storico marchio di cibo per bambini. A fare però da contraltare a quella che per molti promette di essere una buona notizia, c’è il tempismo di un accordo che rischia di regalare l’ennesima estate di agitazione alle circa 300 persone occupate nello stabilimento di Latina.

Era bastato infatti uno scoop, a inizio anno, con cui il Sole24Ore dava conto di una possibile cessione del brand, per far saltare tutti sulla sedia. E ora che dalle indiscrezioni si è passati alle strette di mano, la probabilità che i prossimi mesi in terra pontina saranno intensi sotto il profilo sindacale si fa piuttosto elevata.

  –  Leggi anche: Il caso Plasmon racconta molto della provincia che siamo

Al momento, comunque, non sembrano esserci ragioni per temere una riduzione della capacità produttiva dello stabilimento Plasmon di Latina, né un imminente ridimensionamento dell’organico. Anzi. 

Nel documento con cui si è dato conto ai mercati della firma dell’accordo preliminare tra Heinz Kraft e NewPrinces Group (ex Newlat Food), Carmela Bazzarelli, Managing Director di Kraft Heinz Italia, ha dichiarato di essere “fiduciosa che questo portafoglio di marchi iconici potrà prosperare nelle mani di NewPrinces”. Nell’accordo, infatti, oltre a Plasmon, passeranno da un gruppo all’altro anche i marchi Nipiol, BiAglut, Aproten e Dieterba.

Che quella di Bazzarelli vada catalogata come una semplice e forse obbligata professione di ottimismo, non importa. Perché a sciogliere i primi dubbi sul fronte occupazionale che gravitano attorno all’operazione ci penseranno nelle prossime settimane gli incontri previsti tra i sindacati e i vertici Plasmon: quelli uscenti e quelli subentranti, facenti capo al gruppo NewPrinces della famiglia Mastrolia.

Ma in attesa di conoscere sotto quali premesse è nata questa operazione, e quali aspettative di business porta con sé, è già possibile interpretare gli umori del mercato. Dopo l’annuncio dell’acquisizione, il titolo di NewPrinces Group ha fatto registrare un bel balzo, avvicinandosi ai livelli massimi dalla sua quotazione, avvenuta nel 2019.

Segno che per gli investitori le perplessità legate alla capacità del gruppo di “digerire” operazioni grandi e complesse, ovvero di riuscire a sostenere con la dovuta liquidità piani di espansione molto articolati, sono da considerarsi al momento superate. 

  –  Leggi anche: I lavoratori del settore farmaceutico pontino valgono 142 mila euro per l’azienda che li assume

Qualche scetticismo al riguardo c’era stato già nel 2024, a margine dell’operazione portò proprio alla nascita di NewPrinces attraverso l’acquisizione, per l’equivalente di 800 milioni di euro dai giapponesi di Mitsubishi, del colosso inglese del food Princes da parte della italiana Newlat, già proprietaria di marchi storici come Giglio, Polenghi, Flora e Optimus, tra gli altri.

I marchi già presenti nel portafoglio New Princes a cui si aggiungeranno Plasmon, Nipiol, BiAglut, Aproten e Dieterba.

Una operazione che ha di fatto trasformato Newlat (da quel momento NewPrinces) nel più grande gruppo alimentare della Borsa italiana, con ricavi complessivi per 2,8 Miliardi di euro, ma che aveva fatto sollevare qualche sopracciglio a più di un analista. 

In pochi, infatti, avrebbero scommesso in una così rapida capacità di “assorbimento” dell’investimento monstre e, ancora meno, sulla capacità di NewPrinces di portare a termine, e in così breve tempo, altre acquisizioni esterne. E invece…

E invece è stato il presidente del gruppo NewPrinces Angelo Mastrolia, all’indomani dell’acquisizione di Plasmon, a chiarire che gli investitori possono dormire sonni tranquilli. Visto che l’azienda sarebbe già al lavoro su altri dossier per future acquisizioni strategiche.

I mercati, al momento, dimostrano di credere alle parole dell’imprenditore campano. Vedremo se lo faranno anche le 300 persone impiegate a vario titolo nello stabilimento di Latina.

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