È quello che prevede il progetto della società sarda New Fari che ha ottenuto in concessione la struttura per 17 anni. Ci si arriverà in elicottero
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Il Faro della Guardia di Ponza si candida per ospitare il primo hotel 5 stelle della provincia di Latina. A riconvertire l’antica struttura, edificata nel 1886 per il supporto ai naviganti e considerata la terza in italia per potenza di luce, sarà la New Fari, società specializzata nel recupero e nella valorizzazione di strutture da destinare all’ospitalità di alto profilo.
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L’azienda, con sede a Cagliari, ha ottenuto in concessione dal demanio la gestione del faro di Ponza per 17 anni e intende replicare quanto già fatto in Sardegna con il progetto di “Capo Spartivento”. Lì, dal 2008, al posto del faro e della caserma dei fanalisti, sorge infatti una struttura ricettiva aperta tutto l’anno, che tra impiegati diretti e stagionali conta circa una trentina di addetti Intercettando un’offerta composta per il cinquanta per cento di turismo e per la restante parte di eventi.
Progetto più o meno analogo a quello che si vorrebbe realizzare a Ponza, dove la New Fari stima al momento un investimento di un milione e mezzo di euro. In particolare, il progetto di recupero del Faro della Guardia si fonda sull’idea di un restauro “conservativo e sostenibile”.
Un intervento che per la particolarissima morfologia dell’edificio, eretto su uno sperone di roccia vulcanica, in un faraglione raggiungibile soltanto via mare, o attraverso un antico e non proprio praticissimo sentiero scosceso, a circa 280 metri a strapiombo sul mare, assicura in partenza un elevato coefficiente di romanticismo.
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“L’intervento in atto – fanno sapere dalla società riguardo al progetto del Faro della Guardia di Ponza – permetterà di riconvertire e riutilizzare le storiche strutture in chiave turistica e culturale, dando vita a un rifugio per esperienze uniche e di altissimo livello, raggiungibili anche con elicottero privato”.
Al momento in cui scriviamo non sono ancora stati diffusi i dettagli completi del programma di interventi previsti per la riconversione del Faro della Guardia in location turistica d’eccellenza, ma dai primi materiali diffusi è evidente come le aspettative della New Fari per la struttura pontina siano piuttosto elevate.
Una piscina a sfioro sul rooftop di uno degli annessi, vasche idromassaggio con vista sull’alto mare aperto, un palco per concerti in grado di ospitare decine di posti a sedere. Le premesse per stupire, insomma, sembrano esserci tutte. E a quanto pare non finiscono qui.
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Oltre al progetto del Faro della Guardia, la New Fari è inoltre impegnata nel recupero e nella riconversione di altre strutture analoghe sparse in Italia: fari, ma anche stazioni semaforiche e altri impianti dismessi. Il più celebre dei quali è forse quello di Capo Figari, affacciato su Golfo Aranci, un angolo meraviglioso e autentico della Sardegna, scelto da Marconi intorno agli anni Trenta del Novecento per dimostrare alla comunità scientifica internazionale la validità del suo sistema di telecomunicazioni senza fili. O anche l’isola di San Secondo, a Venezia. E il faro di Portofino, in Liguria. In quello che nelle promesse della New Fari dovrebbe diventare il primo network di attività ricettive di super lusso ricavate da strutture costiere dismesse.
Un modo interessante per riaccendere una luce, lì dove s’era spenta.
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