Fare in modo che chi oggi usa l’auto per raggiungere la stazione, passando per via Epitaffio, smetta di farlo e usi i mezzi. I vantaggi economici promettono di essere elevati, ma il livello della sfida culturale, anche
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Per capire se a Latina serva davvero un collegamento rapido tra la stazione ferroviaria e il lido, come quello che vuole approvare l’amministrazione comunale, proviamo a farci aiutare dal Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (il DOCFAP). Pensato per accompagnare l’approvazione del progetto in Consiglio comunale, qualche risposta interessante per capire almeno dove settare le aspettative rispetto a un piano da oltre cento milioni di euro si trova, tra le pieghe del documento finanziario.
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E come sempre accade con report di questo tipo, le prime risposte ci arrivano dai numeri. Che nel caso del sistema Bus Rapid Transit ci raccontano tanto le caratteristiche tecniche del progetto, quanto la cornice economica nella quale questo si inserisce. Vediamole insieme entrambe.
Per rispondere alle linee guida del Mit, il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il progetto voluto dal Comune prevede una sede riservata ai bus su oltre il 70% del percorso di via Epitaffio, e più precisamente per l’85,4% della sua interezza. Non solo, è specificato anche il numero e la posizione delle fermate nei tratti rettilinei del percorso e il fatto che queste vengano allineate con l’autobus per favorire l’accessibilità anche alle persone con disabilità. Infine, è indicata la velocità di esercizio nel tratto extraurbano, che sarà di circa 25 Km/h, a differenza dei 33 Km/h consentiti all’interno della sede riservata e dei 20 Km/h autorizzati in sede promiscua, ovvero quando i bus si troveranno nei tratti di strada insieme ad auto, moto e bici.
E a proposito di contesto, nel documento c’è anche una risposta a chi dovesse chiedersi: ma perché proprio via Epitaffio, con tante alternative possibili? Dall’istruttoria pubblica, e dai successivi approfondimenti progettuali, è infatti scaturito che malgrado i vincoli paesaggistici presenti lungo quella strada, il percorso del BRT è risultato maggiormente attinente agli interessi cittadini e alle aspettative dei futuri fruitori, essendo sostanzialmente quello più diretto.
“Infatti, l’utilizzo di via Epitaffio e via della Stazione prevede un percorso di minore lunghezza – si legge nel documento – conseguendo un’ottimizzazione dell’esercizio, più rapido con minori costi”.
Dalle analisi prodotte per analizzare l’effetto sui trasporti dell’introduzione di un sistema di Bus Rapid Transit a servizio dei quartieri Q4 e Q5 e della Stazione FS di Latina Scalo si parla infatti di “forti potenzialità attrattive per il nuovo sistema di autobus per effetto della sostituzione e del potenziamento del servizio svolto dalla linea FS e da altre linee locali”.
In sostanza i bus elettrici affiancheranno l’attuale linea dei bus della città offrendo un collegamento sulla carta più veloce, ma che potrebbe risentire delle stesse criticità dell’attuale trasporto pubblico locale.
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Nel documento finanziario, però, si sottolinea che l’analisi costi/benefici, condotta sulla base delle tabelle ministeriali per la richiesta del finanziamento per la realizzazione del BRT “ha ottenuto risultati largamente positivi: a fronte di un costo di investimento di circa 124 milioni di Euro, suddivisi nelle annualità 2025-2031, il nuovo sistema di trasporto, più veloce nel collegare la città con la stazione ferroviaria, consente l’acquisizione di una buona quota modale di traffico dal modo privato in particolare di quello che attualmente utilizza l’auto per gli spostamenti sia urbani che di media e lunga percorrenza. I risparmi di tempo, quindi, costituiscono i benefici economici principali del progetto con valori pari a circa 21 mln di euro annui applicando un valore del tempo medio di 11,7 euro/ora ai quali si sommano, seppure con valori di scala differente, le riduzioni dei costi ambientali e sociali.”
“Il servizio descritto – spiegano ancora i tecnici che hanno redatto il DOCFAP – non solo è coerente con quanto indicato dalla amministrazione di Latina, ma si configura come intervento finanziabile nell’ambito delle previsioni Nazionali, che mirano sempre più ad ottenere viabilità non congestionate da traffico privato, ma percorse da moderni veicoli pubblici a basso impatto, sia a beneficio dell’inquinamento locale che con uno sguardo al riscaldamento globale.”
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Quanto alle tempistiche, le attività sono state suddivise in due fasi: la prima puramente amministrativa dura un anno, prevede le autorizzazioni, la Conferenza dei Servizi, le approvazioni amministrative e l’assegnazione dell’appalto. Dal secondo anno, invece, comincerà l’attività realizzativa vera e propria con l’insediamento dei cantieri.
In considerazione della possibilità di avere il finanziamento in due tranche successive è stato previsto un periodo di costruzione lungo 6 anni, prevedendo la conclusione della prima linea nel 2029 e l’inizio dell’esercizio del nuovo sistema TPL, poiché per tale data è prevista la consegna anche il primo lotto di rotabili.
Le stime di progetto prevedono che nel 2031 sarà completato l’intero intervento, praticamente a ridosso dei festeggiamenti per il Centenario. Date reali o futuribili? Al netto delle promesse di ‘velocità’ del BRT è lecito dubitare, ma basterebbe che per l’ultima chiamata per unire la città alla stazione non ci volessero vent’anni. Sarebbe già un passo avanti.
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