Solo in 3 comuni su 33 i cittadini con una laurea superano il 30% dei residenti. E credere che il problema non sia anche economico è un altro bel guaio
ADV
Un rapporto di Openpolis sulle implicazioni sociali, educative ed economiche della laurea, diffuso a fine 2024, ha confermato qualcosa che in parte già sospettavamo. E cioè che in Italia i laureati vivono quasi soprattutto al Nord e quasi soprattutto nelle grandi città.
Grazie alla stessa indagine, sappiamo però anche che se nasci in un contesto meno agiato e meno scolarizzato, hai minori probabilità di intraprendere (o, se lo hai intrapreso, di terminare) un percorso accademico.
E questa, forse, è delle due la peggiore notizia che l’indagine Openpolis consegna alla provincia di Latina. Perché oltre a mostrarci un presente non proprio esaltante, ci costringe anche a fare i conti con un futuro se possibile ancora più incerto.
I numeri, del resto, sono impietosi: solo tre comuni della provincia, sui 33 totali, superano la soglia di un laureato ogni tre abitanti: Gaeta (35,2%), Formia (33,7%) e Sperlonga (33%). Il capoluogo si ferma al 30%, mentre nella maggior parte dei comuni la quota di laureati oscilla tra il 15% e il 20%. Numeri che assumono una rilevanza particolare soprattutto se confrontati con le aree più sviluppate del Paese, dove la percentuale di adulti tra i 25 e i 49 anni che possiede una laurea sfiora il 50%.
E sbaglia chi pensa che il problema sia soltanto culturale. La carenza di laureati ha implicazioni dirette sull’economia. Quindi, anche sulla qualità della vita. Le imprese del territorio, e in particolare quelle del settore chimico-farmaceutico, lamentano una difficoltà cronica nel trovare figure professionali adeguatamente specializzate. Una situazione che dà origine a un evidente circolo vizioso: la mancanza di opportunità spinge i laureati fuori dai confini provinciali, il tutto mentre le aziende in provincia faticano a trovare personale adatto, limitando così il proprio potenziale di crescita e innovazione.
– Leggi anche : Sulla cultura Zagarolo batte Latina: l’ultimo tango è il loro
Il paradosso, poi, si fa ancora più evidente se si considera che Latina ospita già tre facoltà dell’Università La Sapienza (Economia, Medicina e Ingegneria) e che ogni amministrazione comunale degli ultimi anni ha fatto della “città universitaria” il proprio cavallo di battaglia. Ora anche la giunta guidata dalla sindaca Matilde Celentano vuole proseguire su questa strada, seguendo in parte il solco tracciato dai suoi predecessori. Staremo a vedere. Intanto, però, ci sono i dati e c’è la realtà. E entrambe queste cose dicono che la presenza di sedi universitarie non basta, da sola, ad attrarre e trattenere i talenti in provincia. Serve di più.
Serve, ad esempio, ripensare quasi daccapo il tessuto urbano. Renderlo – come si dice in questi casi – a misura di studente: offrire servizi adeguati, trasporti efficienti, affitti ragionevoli e luoghi e motivi di aggregazione. Le tre sedi universitarie, oggi fisicamente e funzionalmente scollegate tra loro, dovrebbero infine essere integrate in un più articolato sistema universitario cittadino. Serve, insomma, investire su questo progetto più tempo, più competenze, maggiori capacità relazionali e diplomatiche e, non da ultimo, risorse adeguate.
Possiamo dire che vanno più o meno in questa direzione gli accordi raggiunti tra il Comune e le associazioni immobiliari per reperire alloggi da destinare agli studenti universitari. Come pure sembra essere questo l’orizzonte dell’intesa tra l’amministrazione comunale e La Sapienza, che prevede la concessione dell’immobile ex Banca d’Italia e dell’ex Garage Ruspi per ampliare l’offerta formativa e gli spazi a disposizione dell’attività didattica.
– Leggi anche : L’azienda di Latina che sta facendo ombra al Papa
La sfida, però, come si intuisce anche dall’indagine OpenPolis, è più ampia, non chiama in causa soltanto il capoluogo, ed è soprattutto urgente. Esiste infatti una stretta correlazione tra livelli di istruzione e povertà. In Italia, una famiglia nella quale il o la referente ha solo la licenza media ha una probabilità tre volte maggiore di trovarsi in una condizione di povertà assoluta rispetto a una famiglia dove il o la capofamiglia ha almeno il diploma.
Un dato anche questo emblematico, che sottolinea come il rafforzamento del sistema universitario non sia solo una questione di prestigio per le realtà locali, ma una reale necessità oltre che un elemento per la salute economica e sociale dell’intera provincia.
Pubblicato
Autore
Share
ADV
Iscriviti alla nostra Newsletter
Se ti è piaciuta questa storia
non perdere tutte le altre.
ADV
ADV
ADV
ADV
Justin Timberlake
mugshot turned into art
Singer Justin Timberlake's mugshot
has been turned into art by a New York artist duo.









