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27 Agosto, 2026
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La manager di Latina che a Dubai si sta facendo notare parecchio

Arrivata negli Emirati Arabi senza conoscere una parola d’inglese, oggi Michela Ferraioli gestisce le relazioni con gli ospiti di una celebre catena di ristoranti di lusso: Zuma

La manager di Latina che a Dubai si sta facendo notare parecchio

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Ve la dovete immaginare, questa scena qua. Con lei, la nostra Michela, elegantissima nel suo tailleur, viso d’angelo e modi raffinati, che però davanti al biliardo ritorna bambina. E così, usando magistralmente le sponde, una buca dopo l’altra, dovete immaginarvela mandare al manicomio gli avversari – e che avversari – lo sceicco e il suo amico, increduli davanti a quello spettacolo, in una delle sterminate, scintillanti sale da hobby del palazzo reale.

Dubai, Emirati Arabi. È proprio qui che Michela Ferraioli, 26 anni, di Latina (Scalo), ha scoperto quanto sia importante avere soprattutto skills trasversali – sì, insomma, competenze che superano la specifica sfera professionale – quando si tratta di lavoro.

Perché proprio attraverso l’empatia, la propria energia, la capacità di fare gruppo e tutta una serie di altre abilità, è riuscita a conquistare il favore degli emiri. A diventarne amica, perfino, oltre che compagna ideale per le partite di carambola o di beach volley. Così, per caso, iniziando dalla banale reception di un ristorante.

«E pensare che quattro anni fa, quando sono arrivata a Dubai, non parlavo neanche l’inglese. Sono venuta qua senza esperienza, avevo lavorato solo nelle attività di famiglia. Biglietto di sola andata, ospite di un’amica di famiglia. Avevo solo due cose: una grande valigia e il mio enorme desiderio di mettermi in gioco. Ho iniziato a mandare curricula ovunque, compreso Zuma, che ai tempi mi sembrava irraggiungibile. Dopo solo due giorni invece mi hanno chiamata per un colloquio. E non solo mi hanno selezionata, ma mi hanno offerto una posizione anche superiore a quella che speravo: supervisor alla reception».

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Da lì è stata tutta una scalata. «Dopo mesi di sacrifici, studio e tanto lavoro sul campo, mi sono spostata sul floor. Nove mesi dopo ho ricevuto la mia prima promozione, e poi via via fino ad oggi, che rivesto il ruolo di Lounge Manager e Guest Relations Manager di Zuma Dubai».

Nel frattempo però, le sono state affidate missioni sempre più delicate e stimolanti: supportare nuove aperture e supervisionare le operazioni in diverse sedi internazionali come Istanbul, Bodrum e Riyadh. E adesso anche Roma e Porto Cervo. Diventando a suo modo anche una piccola celebrità social con i suoi 11mila follower di Instagram.

Zuma dunque, ma Dubai soprattutto. «Questa è una città incredibile – racconta -, il primo anno mi sembrava di vivere dentro il Paese dei Balocchi, ogni giorno era sabato sera con un posto nuovo in cui andare a cena, dove andare a divertirsi. Una città capace di rinnovarsi ogni giorno con nuovi locali e nuove costruzioni che cambiano lo skyline continuamente».

Solo dopo però ci si accorge di quanto sia una città senz’anima. «Purtroppo è il prezzo di certa vocazione al business. Le persone arrivano, rimangono 10 mesi, un anno, crescono professionalmente e poi vanno via, a monetizzare l’esperienza fatta. E questo mi ha portato a trovare tante amicizie, anche strette, e poi a perderle. Io vivo con i valori che mi ha trasmesso la mia famiglia, i sentimenti sono importanti. Diciamo che solo da poco, a distanza di tempo, sono riuscita a trovare un equilibrio che mi consente di gestire lavoro, amicizie, sport e tempo libero in modo ottimale».

Anche lì poi, strano a dirsi, è pieno di italiani. «Beh, sì, e tantissimi sono impegnati nella ristorazione o nel marketing o nel commercio online. Diciamo che per i giovani è anche relativamente facile trovare lavoro ed avere opportunità di crescita professionale, soprattutto se hai del potenziale da esprimere».

E se poi sai anche giocare bene a biliardo le tue chance di successo possono aumentare clamorosamente. «Ma no – spiega divertita – quello è stato un caso davvero. La verità è che per cultura gli sceicchi sono molto generosi quando entrano in confidenza con qualcuno.  Fanno spesso regali, ti fanno arrivare collane, borse, profumi. E poi mance molto generose, una volta sul tavolo hanno lasciato l’equivalente di 8mila euro. Io sono stata spesso ospite loro in occasione di feste, banchetti, ricevimenti. Addirittura in occasione del mio compleanno sono stata ospite di uno sceicco che ho avuto modo di conoscere. Mi diede la possibilità di usare la sua villa gigantesca, con il giardino che aveva il suo interno anche uno zoo, giusto per darvi l’idea delle dimensioni. Ed è capitato che ci siamo messi a giocare, e lo sceicco è rimasto di sasso perché l’ho battuto. Ma io sono cresciuta col biliardo dentro casa».

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Questo però è merito del papà. Che, a dirla tutta, non è proprio un tipo ordinario. Rosario Ferraioli, per capirsi, è l’imprenditore del Pollo al Baffo, dell’autolavaggio allo stadio, della limousine a noleggio, delle feste private dentro casa con piscina riscaldata e idromassaggio. Insomma un personaggio che a Latina conoscono tutti, o quasi.

«Un anno e mezzo fa venne giù a trovarmi con mia madre. Andammo in un resort a prendere un po’ di sole e lui, che non sta mai fermo, si alzò dal lettino per andare a rompere le scatole ad alcuni giovani che giocavano a beach volley. Papà non parla una parola d’inglese però con la mimica è geniale, e poi gli piace ridere e scherzare sempre. Ma, soprattutto, a beach è bravo davvero». Fatto sta che inizia a giocare con la squadra che stava perdendo e tra una risata e l’altra riesce a farla vincere.

Solo alla fine, scoprirà che quei ragazzi sono familiari dell’emiro. «E’ stato pazzesco. Sembravano ragazzi normali, in costume sulla spiaggia, e invece erano tutti sceicchi». È nata un’amicizia duratura.

«Si sono innamorati di papà e uno di loro ci ha invitati nella sua residenza per la cena, è stato incredibile, c’era anche mamma. Come si chiama? No, no, niente nomi, preferisco. Vi basti sapere che si faceva chiamare Mauro da noi, anche se ovviamente il suo nome è un altro. Ancora oggi ci sentiamo, e mi chiede di salutare quel fenomeno del beach volley che gli fece vincere la partita…».

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