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27 Agosto, 2026
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Il dj di Monticchio che tiene svegli gli asiatici nei fine settimana

È Christian Coccato, una laurea in architettura in tasca e poca voglia di usarla. Un bel giorno parte in vacanza e quello che quello che gli succede fa venire voglia di comprare un biglietto per Bali.

Il dj di Monticchio che tiene svegli gli asiatici nei fine settimana

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«Perché, una volta arrivato in Asia, mi sono sentito così a casa che non ho più voluto andarmene? Forse perché qualcosa dentro di me proveniva da un’altra origine, da un tempo remoto, con il peso di antichi desideri e la nostalgia di terre già conosciute, prima ancora di questa vita». Così descriveva Tiziano Terzani quel suo bisogno, quella sete incolmabile di percorrere il sud-est asiatico: incontrando volti, assorbendo culture, scoprendo magie e storie incredibili.

Chissà se lo stesso mistero non abiti anche l’animo di Christian Coccato, architetto di Sermoneta che, tuttavia, l’architettura non l’ha mai abbracciata davvero. Da oltre vent’anni, la sua bussola lo guida tra le luci dei club di tutto il mondo, e il suo nome d’arte, Kraiz, riecheggia nelle discoteche più esclusive del Sud-est asiatico.

  –  Leggi anche : Immergersi tra le viscere della Terra, e tornare a Latina

Oggi Coccato è il DJ Resident dell’Illuzion a Patong, in Thailandia, un tempio della notte che ha rivoluzionato il concetto di divertimento in Asia, tanto da essere classificato da DJ Mag come il 12° club più prestigioso del mondo.

Christian Coccato

Ma come ci è arrivato Christian Coccato fin lì? Come ha iniziato quel viaggio che sembra risalire al suono lontano dei ricordi di un bambino? Un bambino che prendeva lezioni di pianoforte, ma che si annoiava terribilmente.

«Avevo nove anni – racconta – ed ero affascinato dalla musica, ma il solfeggio mi sembrava troppo rigido. Poi scoprii che potevo collegare la tastiera al computer, e lì si aprì un universo: le possibilità sonore diventavano infinite. Ho capito subito che la musica elettronica sarebbe stata il mio destino. Già da adolescente mettevo musica alle feste del liceo, e poi, grazie a un caro amico, Daniele Orsini, quella passione è diventata una professione. Ho sempre cercato di coltivarla sperimentando, creando le mie produzioni, e nel giro di pochi anni sono diventato DJ resident in alcune delle principali discoteche di Latina. Lì è cominciato tutto».

Il primo episodio decisivo avvenne nel 2008. «Finita l’estate, sentii il bisogno di cambiare aria. Un amico mi parlò di un’opportunità in Thailandia: cercavano un DJ italiano per inaugurare un nuovo locale. Fu un manager milanese a farmi ottenere il posto. Era solo per un mese, ma presto mi chiesero di prolungare il contratto per tre mesi, poi un anno. Avevo solo 24 anni, e anche se quell’esperienza era incredibile, i ritmi erano frenetici. Ho deciso di tornare a casa, riposarmi e mantenere la promessa fatta ai miei genitori: laurearmi in architettura».

Nel 2013, un nuovo crocevia. «Mi sono laureato, e decisi di regalarmi una vacanza. Andai a Bali, da amici, e lì ripresi a lavorare intensamente. Anche se la scena musicale non era ancora sviluppata, la mia carriera iniziava a prendere forma. Presto, gli amici thailandesi mi ricontattarono per una nuova sfida: entrare nello staff di un beach club a Phuket. È stato lì che il mio nome ha iniziato a girare. Dopo qualche tempo, mi proponevo di partecipare a un progetto straordinario: l’Illuzion a Patong. Un locale fuori dall’ordinario, che ha scritto le regole del divertimento notturno. E così, siamo cresciuti insieme, fino a diventare uno dei club più famosi del pianeta».

Da quel momento, Kraiz ha fatto della consolle il suo passaporto per il mondo. «Ho portato la mia musica ovunque: Giappone, Indonesia, Vietnam, Corea del Sud, e persino in Cina, dove ho visto cose incredibili nei club, con tecnologie avveniristiche e atmosfere che sembravano uscite da film di fantascienza. Spero di tornarci presto».

  -Leggi anche : Vivere collezionando vecchie maglie da calcio è più romantico di quanto non si creda

Poi è arrivata la pandemia, e anche per Kraiz è stato tempo di fermarsi. «L’industria dell’intrattenimento è rimasta bloccata per due anni. Non è stato facile, ma ho deciso di restare in Thailandia e di sfruttare quel tempo per concentrarmi su altri progetti».

Il primo, ovviamente, è la musica. «Ho ripreso a comporre. Presto pubblicherò due nuovi brani a cui ho lavorato intensamente, e non vedrò l’ora di portarli in tour. La creatività era un po’ accantonata, perché suonare tutte le notti ti lascia poco spazio per altro. Ma adesso, con più tempo a disposizione, ho ripreso a produrre e a collaborare con altri DJ di fama mondiale. Ho persino uno studio portatile che viaggia sempre con me».

Il secondo progetto è legato al cuore: «Ho deciso di investire in due ristoranti, uno dei quali è particolarmente speciale per me. Prima di rilevarlo, era il mio posto preferito. Servono cucina italiana autentica, mi fa sentire a casa ogni volta che mi siedo a tavola».

Nonostante i successi, Kraiz mantiene un profilo discreto. È considerato uno dei produttori e DJ più talentuosi della scena mondiale, con una bacheca di premi e collaborazioni, tra cui quella con David Guetta. 

Ogni tanto torna in Italia, a Monticchio, dai genitori Carlo e Liliana, e dal fratello Simone, che condivide la sua passione per la musica, anche se suona in una cover band dei Nirvana. «A volte mi manca l’Italia, ma ormai la Thailandia è la mia casa. E ogni volta che salgo in consolle all’Illuzion, provo le stesse emozioni di quando ero un ragazzino e mettevo la musica alle feste dei miei amici. In fondo, scegliere la musica è come attraversare le emozioni».

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