“Anfiteatro Monti Lepini – Cuore di Ninfa”: realtà aumentata, app e percorsi immersivi per collegare Cori, Norma, Sermoneta e Rocca Massima
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Da sempre il Giardino di Ninfa è uno degli attrattori principali del territorio pontino: bellissimo, iconico, internazionale. Ma spesso questo non è bastato a trattenere i turisti abbastanza a lungo da spingerli a visitare anche il resto del territorio, dai borghi lepini ai siti archeologici disseminati attorno al giardino.
Il progetto presentato l’11 maggio scorso nel Salone dell’Antico Municipio del Giardino di Ninfa è pronto cambiare il paradigma. L’idea, in fondo, è abbastanza chiara: trasformare Ninfa non in una destinazione singola, ma nella porta d’ingresso di un sistema turistico più ampio, capace di coinvolgere Cori, Norma, Sermoneta e Rocca Massima.
Il nome scelto è già un progetto in sé: “Anfiteatro Monti Lepini – Cuore di Ninfa”. Dietro c’è un’idea finanziata da Regione Lazio, MUR e MIC, con Lazio Innova come soggetto attuatore, nell’ambito del Distretto Tecnologico della Cultura. Partner operativi la Fondazione Roffredo Caetani e i quattro comuni lepini, mentre la parte tecnologica è stata sviluppata da ETT-Dedagroup, azienda italiana specializzata in innovazione digitale.
Alla presentazione erano presenti il presidente della Fondazione, Massimo Amodio, i consiglieri regionali Vittorio Sambucci, Emanuela Zappone e Salvatore La Penna, rappresentanti di Lazio Innova e della società che ha sviluppato il progetto, oltre alle autorità civili e militari del territorio, tra cui il questore Fausto Vinci, i sindaci Mauro De Lillis (Cori), Andrea Dell’Omo (Norma) e Giuseppina Giovannoli (Sermoneta).
Ed è proprio qui che il progetto diventa interessante anche in chiave economica. Perché il punto non è solo valorizzare un patrimonio culturale. Il punto è capire se un attrattore fortissimo come Ninfa possa finalmente trascinare anche il resto del territorio. Far restare i turisti più tempo, farli muovere nei borghi, distribuire flussi e consumi. In altre parole: trasformare una visita in economia diffusa.




Il presidente Amodio lo ha detto chiaramente durante la presentazione: “È stato un lavoro duro, complesso, ma oggi cogliamo i frutti del lavoro svolto”. E in effetti il progetto è molto più articolato di una semplice operazione promozionale.
L’obiettivo dichiarato è costruire un’identità digitale unitaria del comprensorio lepino, utilizzando Ninfa come “porta d’accesso” a un sistema culturale più ampio e integrato. Per farlo sono state sviluppate diverse soluzioni tecnologiche.
C’è un portale web multilingua, con percorsi tematici, virtual tour, calendario eventi e integrazione con prenotazioni e biglietteria.
C’è soprattutto un’app che accompagna il visitatore lungo tutto il comprensorio, collegando i vari punti di interesse tra Cori, Norma, Sermoneta, Rocca Massima e Ninfa. L’applicazione contiene percorsi specifici, mappe interattive, ricostruzioni 3D e contenuti disponibili in sei lingue.
Ma la parte più forte è probabilmente quella immersiva. A Norma, per esempio, la realtà aumentata permette di vedere le strutture dell’antica città sovrapposte direttamente al paesaggio reale attraverso iPad dedicati: una ricostruzione in scala reale dell’antica città, senza installazioni invasive nel parco archeologico. Sempre a Norma è stata realizzata una sala in realtà virtuale che consente di “volare” sopra l’area archeologica grazie a riprese a 360 gradi effettuate con drone.
A Cori, invece, il progetto punta molto sulla figura di Alessandro Marchetti, ingegnere e aviatore nato proprio nel comune lepino, con simulatori di volo, exhibit multimediali e tavoli touch interattivi.
Anche Sermoneta entra nel sistema con installazioni digitali nella Chiesa di San Michele Arcangelo e nel Castello Caetani, dove sono stati inseriti monitor immersivi e visori VR.
In tutto questo, il punto più interessante del progetto non è la tecnologia in sé. È il tentativo di costruire finalmente un racconto unitario del territorio.
Perché finora i Monti Lepini sono stati spesso una somma di luoghi belli ma separati. Questo progetto prova invece a trasformarli in un unico sistema narrativo, turistico ed economico.
E se davvero riuscirà a far uscire il visitatore dai cancelli di Ninfa per portarlo dentro Cori, Norma o Sermoneta, allora il risultato non sarà solo culturale. Sarà economico.
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