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27 Agosto, 2026
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Nei 70 anni di Confagricoltura Latina c’è molto più futuro che passato

Dall’export alle sfide su innovazione, lavoro ed energia: istituzioni, imprese e mondo agricolo a confronto nei giardini del Comune di Latina

Nei 70 anni di Confagricoltura Latina c’è molto più futuro che passato

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Settant’anni dopo la sua fondazione, Confagricoltura Latina ha scelto di non trasformare l’anniversario in una semplice celebrazione. Più che una festa, quello andato in scena nei giardini del Palazzo Comunale di Latina è stato un punto sul presente dell’agricoltura pontina. E soprattutto sul suo peso economico.

Perché il messaggio emerso dall’evento “Costruire Valore nel Tempo. L’agricoltura pontina: esperienze, innovazioni e prospettive” è abbastanza chiaro: il comparto agricolo locale non vuole più essere raccontato come settore marginale o residuale, ma come uno degli assi produttivi più forti del territorio.

E i numeri, almeno quelli rivendicati durante la giornata, spiegano perché.

Secondo il presidente di Confagricoltura Latina Luigi Niccolini, oggi il comparto pontino conta circa 85mila ettari coltivati, oltre 7mila imprese agricole e più di 2 milioni di giornate lavorate all’anno, di cui circa un milione riconducibili ad aziende associate a Confagricoltura Latina.

“Settanta anni rappresentano una responsabilità prima ancora che una ricorrenza – ha detto Niccolini – perché raccontano il percorso di un territorio che attraverso l’agricoltura ha costruito sviluppo, occupazione, innovazione e identità”.

L’evento ha riunito istituzioni, rappresentanti delle imprese agricole, ricerca, università e stakeholder del territorio. Presenti, tra gli altri, il sindaco Matilde Celentano, il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma, il vescovo Mariano Crociata, il vice prefetto Monica Perna e il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.

Ad aprire la manifestazione è stato il messaggio inviato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito Confagricoltura Latina “un punto di riferimento autorevole e importante per tutti gli operatori del settore”.

Sono arrivati anche i messaggi dei vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, oltre a quello del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha rivendicato il ruolo del territorio pontino nel sistema agroalimentare nazionale.

“Latina è motore dell’agroalimentare italiano: terza provincia italiana per export agricolo, con un valore aggiunto di oltre il 32%”, ha dichiarato il ministro.

Un dato interessante perché conferma una cosa che spesso nel territorio si percepisce poco: il peso agricolo pontino non è solo locale, ma nazionale.

E infatti il tema centrale della giornata non è stato tanto il passato quanto il futuro del comparto.

I due panel organizzati da Confagricoltura Latina hanno affrontato soprattutto innovazione, sostenibilità economica, ricerca e lavoro. Da una parte il confronto sulle tecnologie agricole e sulla ricerca applicata, con la partecipazione dell’amministratore delegato di Bayer Crop Science Italia Patrick Gerlich e dell’eurodeputato Salvatore De Meo. Dall’altra il tema più economico: impresa agricola, competitività e mercati globali, con interventi del sottosegretario Patrizio La Pietra, del direttore generale di Confagricoltura Roberto Caponi, del presidente del MOF Bernardino Quattrociocchi e dell’amministratore delegato della Banca Popolare di Fondi Gianluca Marzinotto.

Dentro questo quadro emerge anche un altro elemento.

L’agricoltura pontina continua a crescere, ma lo fa in una fase in cui cambiano rapidamente tecnologie, costi energetici e modelli produttivi. E infatti una parte consistente degli interventi ha riguardato proprio innovazione e competitività.

Lollobrigida, per esempio, ha insistito molto sul tema delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale applicata all’agricoltura, parlando di modelli predittivi per il risparmio idrico e di investimenti sull’agrisolare che, secondo il ministro, avrebbero già consentito un risparmio energetico importante nel territorio pontino.

A chiudere l’evento è stato il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, che ha definito Latina “un presidio importante per la qualità della produzione agricola italiana”, sottolineando il ruolo del territorio nell’ortofrutta e nell’internazionalizzazione delle imprese.

Ed è forse proprio questo il punto più interessante della giornata.

Per anni l’agricoltura pontina è stata raccontata soprattutto come tradizione. Oggi invece il settore prova sempre di più a presentarsi come industria, innovazione, export e organizzazione d’impresa.

Non più soltanto terra da coltivare. Ma un sistema economico vero e proprio.

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