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27 Agosto, 2026
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Latina ha 488 imprese in più. Ma sta cambiando mestiere

Costruzioni, turismo e servizi trainano la crescita. Agricoltura e manifattura arretrano: aumentano le aziende, ma cambia l’economia che rappresentano.

Latina ha 488 imprese in più. Ma sta cambiando mestiere

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La provincia di Latina ha chiuso i primi sei mesi del 2026 con 488 imprese in più. Il saldo è migliorato e il territorio è cresciuto più della media italiana. È una buona notizia, ma non è la più interessante. Perché, guardando dentro quel numero, si scopre che l’aumento non arriva dai settori con cui l’economia pontina viene solitamente raccontata. 

Partiamo dal dato generale, rapporto Osserfare-Movimprese alla mano: al 30 giugno risultavano registrate in provincia 56.871 imprese, delle quali 47.372 attive. Tra gennaio e giugno ci sono state 1.801 iscrizioni e 1.313 cessazioni, senza considerare le cancellazioni effettuate d’ufficio. Il tasso di crescita semestrale raggiunge così lo 0,86%, contro lo 0,78% della prima metà del 2025 e lo 0,57% registrato in Italia.

Variazione dello stock di imprese per settore nel primo semestre 2026. Fonte: elaborazioni Osserfare su dati Movimprese – Camera di Commercio Frosinone Latina

La spinta maggiore arriva dalle costruzioni, con 63 imprese aggiuntive, e dall’alloggio e ristorazione, che ne guadagna 59. Seguono i servizi amministrativi e di supporto alle aziende, con 52 unità in più, e le attività professionali, scientifiche e tecniche, cresciute di 49. Anche informatica e consulenza avanzano di 29 unità. Sommando questi ultimi tre ambiti, in sei mesi sono nate 130 imprese nette riconducibili ai servizi, alle competenze professionali e al digitale. 

All’estremo opposto c’è l’agricoltura, che perde 97 attività. La manifattura chiude il semestre con due imprese in meno e una variazione pressoché nulla. La provincia dell’ortofrutta e delle grandi esportazioni farmaceutiche continua quindi a produrre soprattutto grazie ai campi e alle fabbriche, ma le nuove iniziative imprenditoriali si stanno dirigendo altrove.

Latina non rappresenta un’eccezione, ma segue una trasformazione nazionale. Nel secondo trimestre del 2026 l’Italia ha guadagnato 32.709 imprese. La crescita è stata sostenuta soprattutto dai servizi e dalle costruzioni, mentre agricoltura, manifattura e commercio hanno continuato a rallentare. Il Centro è risultato la macroarea più dinamica proprio grazie alla spinta del Lazio.

Il processo era già evidente alla fine dello scorso anno: il 2025 si era chiuso con oltre 56 mila imprese in più, ma con differenze marcate: crescevano finanza, energia e attività professionali, mentre si riducevano agricoltura e manifattura. Guardando invece al primo trimestre del 2026, è evidente uno spostamento progressivo dell’economia italiana verso i servizi. Il saldo positivo nazionale era stato sostenuto interamente dalle società di capitali, mentre le forme imprenditoriali meno strutturate continuavano a perdere terreno.

Qui manca ancora un dato importante per Latina: sapere quante delle 488 imprese aggiuntive siano società e quante ditte individuali. Il numero è lo stesso, ma il peso economico può essere molto diverso.

Le costruzioni e il turismo sono i comparti più immediati. Ma il cambiamento più interessante potrebbe essere altrove. Sommando servizi di supporto, attività professionali e informatica, si arriva a 130 imprese aggiuntive in sei mesi. Dentro ci sono consulenti, tecnici, progettisti, software, gestione amministrativa e altri servizi destinati al sistema produttivo. Non costituiscono un unico settore, ma mostrano la crescita di un’economia che non produce necessariamente un bene: aiuta le altre imprese a organizzarsi, comunicare, digitalizzarsi e trovare clienti. Latina continua ad avere campi, fabbriche, cantieri e negozi. Intorno a queste attività, però, si sta allargando il numero di chi vende competenze.

Poi c’è il tema dell’agricoltura, che merita un’attenzione particolare. Le 97 imprese agricole in meno sono il dato più forte, ma vanno interpretate con cautela. Nel Lazio, negli ultimi sette anni, le aziende agricole sono diminuite di circa 250 unità, mentre i lavoratori dipendenti sono cresciuti di oltre tremila. Secondo i dati Confeuro, il settore regionale si sta concentrando verso imprese più strutturate, con più dipendenti e una minore incidenza dell’attività individuale.

Anche gli investimenti tecnologici stanno tornando a crescere. Nel 2025 il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro, con un aumento del 9%. Potremmo quindi trovarci davanti a meno aziende, ma più grandi e tecnologiche. Oppure a una vera perdita di attività produttive. Per distinguere i due fenomeni servirebbero dati provinciali su superfici coltivate, occupazione e dimensione media delle imprese.

Insomma, il saldo resta positivo e la provincia cresce più della media nazionale. Ma contare le aziende non significa ancora misurare la solidità di un’economia. Movimprese non ci dice quanto fatturino le nuove attività, quante persone assumano o quante saranno ancora aperte tra cinque anni.

Ci dice però dove si sta spostando l’iniziativa imprenditoriale. Latina cresce nei cantieri, nell’accoglienza, nella consulenza e nei servizi. Perde imprese nei campi e rimane ferma nelle fabbriche. 

Le attività sono 488 in più. La vera notizia è che la provincia imprenditoriale che sta nascendo comincia ad assomigliare un po’ meno a quella che siamo abituati a raccontare. E questo non significa che sia un male: è solamente diverso.

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