Tre gli strumenti individuati per intercettare credito e aprirsi a nuovi investimenti: Iperammortamento, Zls e zona franca doganale
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La questione, alla fine, è abbastanza semplice: non tutte le imprese della provincia di Latina sono entrate nel perimetro della Zes. Ma questo non significa che debbano restare fuori da ogni strumento di crescita. È da qui che Ance Latina e Unindustria hanno scelto di partire, chiamando ieri imprenditori, professionisti e istituzioni all’Hotel Europa per l’incontro “Iperammortamento Zls e Zfd – Strumenti per sostenere le imprese della provincia di Latina escluse dai benefici della Zes”.
Non un convegno per ripetere quello che non ha funzionato. O almeno, non solo. Il senso della giornata era provare a spostare la discussione su un piano più pratico: quali strumenti possono usare oggi le aziende pontine che non rientrano nei benefici della Zona economica speciale? E come evitare che la provincia perda terreno rispetto ad altri territori che possono contare su incentivi più immediati?
A fare gli onori di casa sono stati la presidente di Unindustria Latina Tiziana Vona e il presidente di Ance Latina Pierantonio Palluzzi, davanti a una platea molto partecipata. Presenti il prefetto Vittoria Ciaramella, l’assessore Annalisa Muzio, intervenuta portando i saluti del sindaco Matilde Celentano, il presidente dell’Ordine dei commercialisti Efrem Romagnoli, il questore Fausto Vinci, il comandante provinciale dei carabinieri Christian Angelillo, rappresentanti della Guardia di Finanza, il comandante dei vigili del fuoco Piergiacomo Cancelliere, il presidente della Piccola Industria di Confindustria Fausto Bianchi, il direttore di Ance Latina, Cassa Edile e Formedil Simone Vaudo e il direttore di Unindustria Latina Andrea Segnanini.



Il taglio tecnico è arrivato con gli interventi di Marco Stendardo, direttore area studi, innovazione e territorio di Unindustria, che ha fatto il punto sulla Zona logistica semplificata e sulla zona franca doganale, e del professor Domenico Siclari, ordinario di diritto dell’economia e dei mercati finanziari alla Sapienza e presidente di Sidief, società immobiliare della Banca d’Italia, che ha approfondito il tema dell’iperammortamento.
Il nodo, però, resta un altro: capire come sono state disegnate le aree agevolate e cosa può essere corretto. La Zls del Lazio riguarda 64 comuni e circa 5.700 ettari individuati. Una superficie piccola rispetto all’estensione complessiva della regione. Proprio per questo, secondo Ance e Unindustria, la perimetrazione diventa decisiva: se sbagli una mappa, non stai facendo un errore tecnico. Stai decidendo quali imprese potranno usare uno strumento e quali no.
Durante l’incontro è emersa una criticità precisa: in diversi casi le aree selezionate non sembrano corrispondere pienamente alle esigenze produttive reali. Palluzzi ha ricordato il caso di zone dismesse da decenni e di perimetrazioni costruite su cartografie non aggiornate, con il rischio che una parte consistente delle aziende formalmente coinvolte non riesca poi a sfruttare davvero i benefici della Zls. È il classico cortocircuito italiano: l’incentivo c’è, ma la mappa rischia di renderlo meno utile di quanto dovrebbe.
Da qui la doppia strategia delle associazioni. Da una parte portare le criticità al comitato recentemente insediato e ai livelli decisionali. Dall’altra parlare direttamente alle imprese, spiegando che esistono strumenti alternativi da valutare subito. Tiziana Vona ha letto la collaborazione tra Unindustria e Ance proprio in questo senso: una sinergia territoriale che serve a trasformare le relazioni tra imprese, istituzioni e professionisti in strumenti operativi. La partecipazione in sala, ha sottolineato, mostra che il tema è sentito e che le misure disponibili vanno conosciute e utilizzate in tempo.
Tiziana Vona ha letto la collaborazione tra Unindustria e Ance proprio in questo senso: una sinergia territoriale che serve a trasformare le relazioni tra imprese, istituzioni e professionisti in strumenti operativi. La partecipazione in sala, ha detto, mostra che il tema è sentito e che le misure disponibili vanno conosciute e utilizzate in tempo.
L’iperammortamento, in questo quadro, diventa una delle leve più concrete. Il punto da chiarire è semplice: non è un contributo a fondo perduto e non è un bonus da incassare. È una leva fiscale per chi investe. L’impresa acquista beni strumentali nuovi e può calcolare fiscalmente ammortamenti su un valore superiore al costo effettivo sostenuto. In pratica, lo Stato riconosce una maggiorazione del costo ai fini fiscali, riducendo nel tempo la base imponibile dell’azienda. E tra le principali novità c’è il fatto che sono comprese anche le spese per impianti di autoproduzione di energia rinnovabile.
Per Palluzzi il punto è proprio questo: migliorare le prestazioni delle imprese, non limitarsi soltanto a inseguire l’agevolazione disponibile. L’obiettivo dichiarato da Ance Latina e Unindustria è ambizioso: costruire un’alleanza territoriale affinché, entro la scadenza del provvedimento prevista tra settembre e ottobre 2028, la provincia di Latina riesca a intercettare una quota di investimenti superiore alla media nazionale.
È una frase che suona tecnica, ma in realtà dice una cosa molto semplice: se il territorio è rimasto penalizzato dalla Zes, deve provare a recuperare terreno usando meglio tutto il resto. Il messaggio finale, quindi, non è difensivo. Essere fuori dalla Zes è un problema. Ma non può diventare una scusa. Per le imprese pontine ci sono ancora strumenti da conoscere, combinare e usare. Il punto è non arrivare tardi anche questa volta.
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