E non è poco, con tutto quello che comporta un sistema giustiziario lento e inefficiente in termini di costi diretti, tra crediti bloccati, investimenti congelati, contenziosi commerciali infiniti e fallimenti complicati, quando non indotti
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In provincia di Latina il PNRR non è un titolo da conferenza stampa: è concreto, misurabile, ingombrante. Secondo OpenPNRR, la piattaforma nazionale che consente di monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento dei progetti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, parliamo di 3,5 miliardi di euro, di cui 3,2 miliardi dal PNRR e altri 493,2 milioni da fondi complementari. Sul territorio sono attivi 2.040 progetti e, cosa importante, il 42% delle risorse risulta già pagato. Il quadro, quindi, è chiaro: il piano sta camminando. La domanda è come sta camminando, e soprattutto chi sta camminando insieme a lui.
Digitale, scuole, impianti sportivi, strade, efficienza energetica, verde pubblico, sanità territoriale: è in questi ambiti che bisogna aspettarsi di più. Qualche esempio? Solo sulla digitalizzazione si contano oltre 500 interventi, mentre scuola, università e ricerca sfiorano i 450 progetti. Le infrastrutture valgono da sole quasi mezzo miliardo di euro, mentre la transizione ecologica muove altri 359 milioni, tra efficientamenti energetici e interventi ambientali.
A guardarlo da vicino, il PNRR sta toccando quasi tutto ciò che compone la vita quotidiana di cittadini e imprese. E non è un dettaglio. Una nuova scuola forma meglio i futuri tecnici. Una strada riqualificata riduce tempi e costi della logistica. Uffici pubblici digitali semplificano l’accesso ai bandi. Servizi sanitari più capillari rendono il territorio più vivibile. La provincia di Latina non cambierà in un giorno, ma i segnali che qualcosa sta succedendo sono lì, tra cantieri aperti e progetti che iniziano a prendere forma. E per chi fa impresa questo pezzo di contesto conta: eccome se conta.
Una parte interessante del PNRR è che i fondi non si dividono per “categoria di impresa”, ma per ambito strategico.
Uno dei capitoli più pesanti è quello della Giustizia, con 2,3 miliardi (sui 3,5 totali) attribuiti alla provincia per il maxi-progetto nazionale sull’Ufficio per il processo. Da solo, questo programma drena il 62,25% delle risorse a disposizione del territorio pontino.
Investimenti che possono sembrare scollegati dal mondo produttivo, ma non lo sono. Una giustizia lenta è un costo diretto per chi lavora: blocca crediti, congela investimenti, complica fallimenti e contenziosi commerciali. Gli studi lo dicono chiaramente: una riduzione del 10% dei tempi processuali fa crescere la dimensione media delle imprese del 2%. Così come una giustizia più rapida rende i mercati più concorrenziali e migliora l’accesso al credito, senza dimenticare che i ritardi nei tribunali sono tra i fattori che frenano maggiormente gli investimenti esteri in Italia.
Insomma: quel capitolo, così enorme e apparentemente “lontano” dal mondo produttivo locale, è estremamente rilevante per chi fa impresa. Solo che non si vede subito. La voce “Impresa e lavoro”, quella che uno immagina centrale, vale 212,6 milioni di euro. Ci sono bandi, incentivi, progetti. Ma non è qui che si gioca la partita principale. La verità è più sfumata: le imprese partecipano al PNRR non tanto perché “ricevono” fondi, ma soprattutto perché lo realizzano.
Gli appalti, le forniture, i lavori di efficientamento, la digitalizzazione degli enti, le opere pubbliche: tutto questo passa da imprese: edili, energetiche, impiantistiche, informatiche, consulenziali. È un indotto, non un assegno a fondo perduto.
Per il solo Comune di Latina il piano vale 279,38 milioni di euro. Scuole nuove, rigenerazione urbana, parchi, illuminazione, mobilità. Non è denaro che entra nelle tasche delle aziende con un bonifico, ma sono lavori che le aziende fanno.
Appalti, subappalti, servizi tecnici, materiali, ingegneria, manutenzione. A beneficiarne sono soprattutto le imprese già strutturate, ma il movimento si sente lungo tutta la filiera: ditte locali, fornitori, artigiani, persino professionisti che ruotano attorno ai progetti. Il limite? La ricaduta è reale ma discontinua: dipende da bandi, gare, capitali, requisiti tecnici.
Non è un’onda uniforme, è un mosaico. E mettere insieme i pezzi non è mai semplicissimo.
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