Cioè con le persone tra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano e non si formano per mettere in paro il proprio sapere con le esigenze del mercato. In un caso i NEET sono addirittura più di 1 su 3
ADV
Latina è una provincia giovane solo sulla carta. Perché poi, quando si guarda come i giovani vivono davvero il territorio, l’immagine cambia. Il territorio pontino è al 90° posto in Italia per presenza di NEET, come vengono definiti i ragazzi tra i 15 e i 24 anni che non studiano, non lavorano e non si formano (dall’inglese: Not in Education, Employement or Training). È una fotografia che pesa più di tante altre, perché non parla solo di disagio sociale: parla anche di un’economia che si muove con metà motore spento.
Secondo l’ISTAT e la Commissione Europea, l’Italia è tra i Paesi europei con più NEET, e la concentrazione maggiore si trova proprio nelle aree meno connesse e meno dinamiche. Latina rientra pienamente in questo profilo: molti giovani non se ne vanno, semplicemente restano ai margini, non partecipano, non avanzano. È una sospensione che si traduce in immobilità collettiva.
La situazione dei giovani inattivi in provincia di Latina non è omogenea, ma il quadro complessivo resta desolante. In molti centri pontini, dalla costa all’entroterra, la percentuale dei giovani che non studiano e non hanno un’occupazione oscilla tra il 23% e il 30%. Da poco meno di uno su quattro a poco meno di uno su tre. Tantissimo.
Più nel dettaglio, osservando la situazione nei comuni in cui è stato possibile avere dati attendibili, risulta che a Sezze la quota di NEET supera il 30%, mentre Minturno, Itri, Monte San Biagio e Santi Cosma e Damiano si attestano attorno al 28%. Latina capoluogo è al 23,6%, Fondi e Cori sfiorano il 25%, Gaeta è al 24,8%, Cisterna al 24,1%, Terracina al 22,5%, Formia al 22%. Anche i comuni turistici, quelli che d’estate vivono di lavoro stagionale, non si salvano: Sperlonga è al 25%, Sabaudia al 21,2%, San Felice Circeo al 23,6%. In altre parole, una generazione intera fatica a entrare nel circuito economico, e accade tanto al nord quanto al sud della provincia di Latina.
Un problema sociale, si diceva. Ed è vero. Ma anche economico. Si calcola infatti che i NEET abbiano un impatto negativo sull’economia dei territori in cui risiedono: meno produttività, meno gettito fiscale, meno innovazione, meno capitale umano disponibile. Non è solo una questione sociale, quindi: è un freno diretto alla crescita dei territori che sperimentano questa condizione.
Latina vive un paradosso evidente: le imprese cercano personale, ma una parte dei giovani non entra nemmeno nella fase di ricerca del lavoro. Accade nel turismo, nella logistica, nell’agroalimentare, nei servizi.
L’OCSE lo spiega con chiarezza: territori che non sviluppano o non trattengono competenze vedono diminuire produttività, valore aggiunto, crescita reale. Latina lo vive ogni giorno.
Non mancano i giovani: mancano i luoghi, le occasioni, le esperienze che trasformano un inattivo in una risorsa. E quando un’intera fascia d’età resta ferma, il resto dell’economia è costretto a correre il doppio. Finché dura.
Pubblicato
Autore
Share
ADV
Iscriviti alla nostra Newsletter
Se ti è piaciuta questa storia
non perdere tutte le altre.
ADV
ADV
ADV
ADV
Justin Timberlake
mugshot turned into art
Singer Justin Timberlake's mugshot
has been turned into art by a New York artist duo.









