L’ipotesi avanzata durante un convegno prevede il recupero dell’ex centrale nucleare. Intanto Sogin, università e imprese hanno già fatto sapere di essere pronte a sostenere il progetto
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Esiste un luogo, nel Lazio, dove la transizione energetica potrebbe incrociare quella digitale. È l’area dell’ex centrale nucleare di Borgo Sabotino, che un progetto presentato nei giorni scorsi propone di trasformare, affiancando nuove funzioni a quelle esistenti, in un campus dedicato all’intelligenza artificiale, al supercalcolo e alla ricerca avanzata. Una proposta che ha raccolto l’attenzione del Governo, di Sogin, del mondo accademico e delle principali realtà produttive locali e nazionali coinvolte nel convegno nazionale “Intelligenza artificiale, quantum compunting”, promosso dal Comune di Latina. su iniziativa del consigliere Alessandro Porzi e con il sostegno del senatore Nicola Calandrini.
Al centro del confronto c’è CIRENE, la proposta di Porzi trasformare l’area dell’ex centrale nucleare di Borgo Sabotino in un campus tecnologico dedicato alla ricerca avanzata e allo sviluppo industriale. L’obiettivo non è realizzare un semplice data center, ma un ecosistema nel quale infrastrutture di calcolo, ricerca scientifica e imprese possano operare in stretta connessione, sviluppando applicazioni nei settori della sanità, delle biotecnologie, della cybersicurezza, dell’industria avanzata e della pubblica amministrazione.
La scelta del sito nasce da una considerazione sempre più centrale nelle strategie digitali: le infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale richiedono enormi disponibilità di energia e sistemi di raffreddamento efficienti. Borgo Sabotino dispone già di una rete energetica strategica, della vicinanza al mare, di infrastrutture esistenti e di competenze tecniche che potrebbero renderla competitiva nella corsa ai grandi investimenti digitali.
A dare peso istituzionale all’iniziativa è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti. «La tecnologia è un provider di speranza» ha affermato Butti, spiegando che il futuro passa dall’integrazione tra intelligenza artificiale, High Performance Computing, quantum computing ed energia.
«Sul quantum computing possiamo addirittura guidare il cambiamento, costa meno dell’intelligenza artificiale e richiede competenze di altissimo livello in matematica, fisica e ingegneria. L’Italia possiede una parte rilevante di queste competenze. Sul quantum computing l’Italia è il primo Paese europeo ad aver adottato una strategia nazionale contemporaneamente alla Commissione europea. Lo abbiamo fatto in piena sintonia con Bruxelles, per valorizzare le peculiarità della nostra filiera produttiva. Non dobbiamo parlare soltanto di velocità di calcolo, ma della qualità delle tecnologie che siamo in grado di sviluppare e delle ricadute che possono avere sul sistema produttivo e sulla società».
Il sottosegretario ha dunque confermato Latina tra i territori con le caratteristiche necessarie per ospitare un’infrastruttura nazionale dedicata alle tecnologie del futuro.
«Non tutti i territori possiedono queste caratteristiche, ma Latina dispone già di alcuni asset fondamentali: il Polo Pontino della Sapienza con 19 corsi di laurea, competenze nelle discipline STEM, un tessuto industriale avanzato nei settori ICT e farmaceutico e infrastrutture energetiche di rilievo». La visione, però, è altrettanto importante. Il sottosegretario ha però indicato anche la condizione indispensabile perché il progetto possa decollare: «L’errore che Latina non deve fare è affidarsi a un’idea generica di tecnopolo. Serve una vocazione precisa e un progetto industriale chiaro. Se pensiamo di sviluppare le tecnologie di frontiera senza un adeguato sostegno energetico e senza garantire la sostenibilità del sistema, non abbiamo capito nulla».
La proposta alla base del progetto CIRENE è stata illustrata dallo stesso Porzi, che ha spiegato come il progetto nasca dalla necessità di considerare energia e infrastrutture digitali come parti di un unico sistema.
«La crescente domanda energetica rende sempre meno sostenibile progettare separatamente infrastrutture energetiche e digitali. Il nostro obiettivo è trasformare Borgo Sabotino in un ecosistema dell’innovazione sfruttando la disponibilità energetica, le infrastrutture esistenti, le aree industriali e le condizioni favorevoli per il raffreddamento dei sistemi di supercalcolo».
L’idea è restituire all’ex centrale un ruolo strategico, trasformando un sito nato per produrre energia in un luogo dedicato alla produzione di conoscenza e innovazione.
Sul tema energetico si è soffermato anche il presidente di Ance Latina, Pierantonio Palluzzi, secondo cui il vero vantaggio competitivo dell’area è rappresentato proprio dalla disponibilità di energia.
«L’intelligenza artificiale è soprattutto energia e raffreddamento. Per questo l’ex centrale rappresenta il luogo ideale. Qui esistono condizioni difficili da replicare altrove, dalla cabina primaria tra le più importanti del Paese alla possibilità di sviluppare rapidamente impianti per la produzione di energia rinnovabile. Ma bisogna partire subito, perché i tempi delle sperimentazioni sono lunghi».
Tra i sostenitori del progetto anche Gian Luca Artizzu, amministratore delegato di Sogin, la società ministeriale che si occupa della gestione delle ex centrali nucleari italiane.
«Ho apprezzato molto la scelta del nome CIRENE perché rappresenta la continuità con la storia di questo territorio che torna a essere protagonista dell’innovazione», ha osservato Artizzu, sottolineando come il patrimonio industriale esistente possa diventare la base per una nuova fase di sviluppo tecnologico. Artizzu ha indicato nell’area di Latina condizioni favorevoli per nuovi investimenti, citando anche il progetto BESS per i sistemi di accumulo energetico. «Non dobbiamo guardarci indietro, ma creare le condizioni infrastrutturali perché queste tecnologie diventino un caso di successo».
Nella proposta elaborata da Porzi, il Tecnopolo si articolerebbe in quattro aree operative: infrastrutture di calcolo, con data center e sistemi di High Performance Computing; ricerca e innovazione, attraverso laboratori universitari, centri di ricerca e startup; sviluppo industriale, con spazi dedicati alla sperimentazione nei settori strategici; formazione avanzata, mediante master, alta formazione e programmi di aggiornamento professionale. Porzi, che ha evidenziato come il progetto nasca dalla necessità di integrare capacità di calcolo, energia, ricerca e sviluppoindustriale.
Il progetto prevede inoltre un Comitato Scientifico composto da esperti italiani e internazionali, con il compito di mantenere il Tecnopolo collegato alle migliori esperienze europee nel campo dell’innovazione.
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