Gli sportelli bancari in provincia stanno progressivamente scomparendo, mentre depositi e investimenti aumentano: la banca resta, ma sempre meno in filiale
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Una volta una banca si riconosceva facilmente. Aveva un’insegna, una porta, qualche scrivania e spesso una fila davanti allo sportello. Oggi le cose sono cambiate, soprattutto perché di sportelli ce ne sono sempre di meno.
In provincia di Latina questa trasformazione si vede piuttosto bene. Alla fine del 2025 erano rimaste 134 filiali bancarie. Dieci anni prima erano 185. In pratica, 51 sportelli sono spariti in un decennio. Più di uno su quattro. E fin qui sembrerebbe la solita storia: meno banche, meno soldi, meno economia. Solo che i soldi sono ancora tutti qui.
A dicembre 2025 famiglie e imprese pontine avevano 11,633 miliardi di euro di depositi bancari, contro gli 11,262 miliardi di un anno prima: 371 milioni in più, pari al 3,3%.
Ancora più evidente è quello che è successo agli investimenti. I titoli custoditi dalle banche per conto di famiglie e imprese della provincia sono passati da 4,592 a 5,240 miliardi di euro in dodici mesi: +14,1%. I prestiti, invece, sono rimasti praticamente fermi: 8,464 miliardi di euro, appena lo 0,1% in più rispetto al 2024.
Quindi ricapitoliamo: meno filiali, più depositi, molti più soldi investiti. La banca, insomma, non sta scomparendo. Sta smettendo di essere un luogo fisico.
Il fenomeno non è distribuito allo stesso modo sul territorio. A metà 2024 gli sportelli pontini erano già scesi a 138 ed erano presenti in appena 24 Comuni, contro i 30 serviti nel 2015. Nel 2024 erano nove i Comuni della provincia senza alcuno sportello bancario, tra cui Roccagorga, Norma e Maenza. Ma già dalla fine del 2022, circa 19mila residenti pontini vivevano in un Comune senza una filiale bancaria.
È qui che cambia tutto. Per chi vive a Latina, Aprilia o Formia, perdere uno sportello può voler dire semplicemente andare in un’altra filiale. In un piccolo Comune, invece, può voler dire perdere la banca.
Naturalmente le filiali non stanno chiudendo senza un motivo. Nel Lazio il 94,3% dei bonifici viene ormai effettuato online, contro il 72,3% del 2015. Nello stesso periodo gli sportelli regionali sono passati da 2.549 a 1.561 e i Comuni serviti da una banca da 259 a 182.
Bonifici, estratti conto, pagamenti, investimenti: una quantità enorme di operazioni che un tempo richiedevano una filiale oggi passa da uno smartphone. E infatti sarebbe troppo semplice raccontare questa storia come “chiudono le banche e siamo tutti più isolati”.
Uno studio della Banca d’Italia pubblicato nel novembre 2025 conclude che, nel complesso, alla riduzione degli sportelli non si è associato un peggioramento dell’accesso delle famiglie ai servizi finanziari, anche grazie alla diffusione dei canali digitali.
C’è però un dettaglio. Nel 2022 appena il 25% delle famiglie in cui la persona di riferimento era un over 65 utilizzava forme di collegamento a distanza con banche e intermediari, contro il 66% dei nuclei più giovani. E non è tutto: nel 2025 soltanto il 59% dei cittadini del Lazio utilizzava l’internet banking, un punto percentuale in meno rispetto all’anno precedente e ancora sotto la media europea del 69,7%.
Insomma, la banca nel telefono funziona molto bene. Purché il telefono lo si sappia e lo si voglia usare.
Poi c’è Fondi, che vive tutta un’altra storia. Nel luglio 2025 la Bcc di Roma ha inaugurato una nuova filiale in città, portando a 19 le proprie agenzie nella provincia di Latina. Il perché di questa scelta? Alla fine del 2024 la banca dichiarava in provincia 1,2 miliardi di euro di raccolta e 877 milioni di finanziamenti a famiglie e imprese, entrambi in crescita rispetto all’anno precedente.
Ed è forse questo il passaggio più interessante. Perché significa che la filiale fisica non è diventata improvvisamente inutile. È semplicemente selettiva. Ha ancora senso dove ci sono abbastanza clienti, abbastanza imprese, abbastanza movimento da giustificarla. Altrove, il conto economico della filiale e quello del territorio semplicemente non coincidono più.
I soldi, quindi, non stanno seguendo le filiali fuori dalla provincia. Restano qui. È la banca ad essersi spostata: dal corso principale allo smartphone, dal bancone a un’app, dalla firma davanti all’impiegato a un codice sul telefono.
Per molti è semplicemente più comodo. Per altri significa avere la banca a qualche chilometro di distanza. La cosa curiosa è che non abbiamo mai avuto così tanti soldi dentro un sistema bancario che vediamo sempre meno.
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