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6 Ottobre, 2026
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Cosa rischiano i comuni pontini con le nuove regole sugli affitti brevi

L’Affordable Housing Act, la nuova regolamentazione proposta dall’UE, minaccia un freno al fenomeno degli affitti brevi in provincia di Latina. Le più colpite saranno le località turistiche, da cui arriva il maggiore volume d’affari

Cosa rischiano i comuni pontini con le nuove regole sugli affitti brevi

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Nelle ultime ore in Italia c’è grande agitazione per quanto riguarda il mondo degli affitti brevi. Il commissario europeo per la casa Dan Jorgensen, infatti, ha da poco presentato una bozza di regolamento che punta a costruire per la prima volta un quadro comune per tutto il Vecchio Continente sulle locazioni turistiche, dando a Regioni e Comuni la possibilità di introdurre restrizioni nelle zone considerate sotto stress abitativo. 

Si chiama “Affordable Housing Act” (Legge sull’edilizia abitativa a prezzi accessibili), pensato per imporre agli amministratori di verificare se il rapporto prezzo medio di vendita è pari ad almeno otto anni di reddito disponibile pro capite; se il rapporto tra prezzi e redditi è aumentato negli ultimi dieci anni; e se, senza l’intervento previsto, è improbabile che la situazione migliori nei tre anni successivi. 

Al di sopra di 10 la soglia è considerata sufficientemente elevata e significativa da non rendere necessario, in aggiunta, prendere in esami gli ultimi 10 anni.

Per quanto riguarda la provincia pontina, il comune di Latina non supera la soglia critica di “stress” pari ad 8 richiesta dall’UE, registrando un coefficiente che si posiziona tra il 5.5 e il 6.8. Se il capoluogo rimane in una fascia “safe”, al pari di comuni come Aprilia e Cisterna, tuttavia, lo stesso non si può dire di altre zone, che invece rischiano concretamente di sforare i parametri europei a causa della fortissima polarizzazione del mercato turistico. Stiamo parlando sopratutto di località prettamente balneari come San Felice Circeo, Gaeta e Sperlonga, ma anche le isole di Ponza e Ventotene.

Partiamo da Gaeta, dove il coefficiente è pari a 11.3, sforando nettamente la soglia critica di 8 fissata dai nuovi parametri europei dell’Affordable Housing Act.

Ciò vuol dire che, se il trend di indisponibilità di case per residenti persiste per 3 anni, il Comune del sud pontino potrebbe avere la piena legittimità giuridica europea per porre un freno agli affitti brevi. Secondo AirDNA, che considera gli short-term rental presenti su Airbnb, Vrbo e Booking, a Gaeta vi sono 491 annunci attivi, con un’occupazione media del 49% e un prezzo medio per notte di 129,83 euro.

A San Felice Circeo, invece, una delle mete turistiche più esclusive del Lazio, si registra un coefficiente ancora più alto, di 14.2: quasi il doppio rispetto alla soglia di stress di 8 stabilita dall’Unione Europea. Qui gli annunci attivi sono 201, per un’occupazione media del 51% e un prezzo medio per notte di 184 euro.

Ma anche Ponza rischia, visto il picco record assoluto della provincia con un coefficiente di 22.4, dove gli annunci attivi sono ben 386, per un’occupazione media del 55% a fronte di un prezzo medio per notte di 159,06 euro.

Dati AirDNA, che monitora Airbnb, Vrbo e Booking.com

Insomma, se da una parte questi Comuni tremano, l’altra faccia della medaglia è la misura notevole del fenomeno degli affitti brevi in tutta la provincia pontina. Considerando i ricavi medi annui per alloggio, infatti, solo i sette mercati turistici delle città balneari di Gaeta, Sperlonga, Terracina, San Felice Circeo, Sabaudia, Formia e Ponza portano ad un ordine di grandezza di oltre 47 milioni di ricavi lordi annui. 

Certo, non si può considerare un fatturato ufficiale della provincia, bensì una semplice stima ricavata dai dati medi delle piattaforme. Eppure, rende bene l’idea del mercato che c’è sul territorio. Se il Circeo è il comune dove un singolo affitto breve rende di più, al secondo posto si piazza Sperlonga, che tra l’altro vanta una situazione unica. Il comune costiero, infatti, ha circa 3009 residenti, a fronte di 3604 abitazioni censite nella fotografia immobiliare disponibile al momento. 

Ebbene, AirDNA conta 305 affitti brevi attivi, il 95% dei quali è costituito da abitazioni interne. Questo vuol dire che insiste un annuncio attivo ogni 10. E, ancora più interessante, le circa 290 case intere offerte come affitto breve equivalgono a circa l’8% dell’intero patrimonio abitativo di Sperlonga. Questo non significa che questa percentuale sia permanentemente sottratta ai residenti, ma dà la dimensione di quanto il patrimonio immobiliare sia entrato direttamente nell’economia turistica.

«Si registra una sempre maggiore diffusione di bed and breakfast: tutti coloro che hanno una seconda casa spesso iniziano a mettere annunci su internet – spiega Paolo Galante, presidente provinciale di Federalberghi -. Stiamo attenzionando la situazione per vedere cosa succede, in particolar modo sulle regolamentazioni, anche se devo dire che non sono mai stringenti come quelle sugli alberghi». Insomma, se l’Affordable Housing Act, al momento, rimane ancora una bozza, in caso di attuazione le sue conseguenze potrebbero toccare da vicino anche il territorio pontino e il suo fermento rispetto agli affitti brevi.

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