Dal 2023 ad oggi le procedure per sovraindebitamento aperte dalla Camera di commercio Frosinone-Latina sono più che raddoppiate. E gli ultimi mesi del 2026 non promettono niente di buono.
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Dal 2023 ad oggi le procedure di sovraindebitamento in provincia di Latina e Frosinone sono aumentate di anno in anno e il 2026, con tutta probabilità, farà registrare il record assoluto negli ultimi due anni.
Previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, queste procedure permettono a chi si trova in grande difficoltà economica di ridurre – o addirittura cancellare – i propri debiti quando non riesce più a pagarli.
Si tratta di uno strumento dedicato a tutti quei soggetti non fallibili come consumatori, lavoratori autonomi, piccoli imprenditori, ma anche persone senza un patrimonio sufficiente per far fronte agli impegni presi. Per presentare la domanda basta rivolgersi ad ordini professionali come quello degli avvocati, quello dei dottori commercialisti ed esperti contabili, oltre al notariato.
Ma il servizio viene offerto anche da alcuni comuni o associazioni che hanno istituito degli OCC accreditati per assistere i cittadini in difficoltà, oltre ovviamente alle camere di commercio, quasi tutte ormai munite del proprio sportello per il sovraindebitamento.
E in particolare quella di Frosinone-Latina, che unisce i due territori, solo nel 2023 ha fatto registrare un totale di 15 istanze così divise: 2 concordati, 5 liquidazioni, 7 ristrutturazioni dei debiti e 1 esdebitazione di incapiente.
Le soluzioni previste dalla legge, infatti, sono diverse e variano a seconda della situazione del debitore: dalla ristrutturazione dei debiti del consumatore, vale a dire un piano di pagamento sostenibile basato sul reddito familiare riservato a chi ha debiti estranei a un’attività d’impresa, fino ad arrivare al concordato minore, ovvero una proposta formulata dai professionisti o piccoli imprenditori per pagare solo una parte dei debiti ai creditori.
C’è poi la liquidazione controllata, cioè la vendita giudiziaria dei beni del debitore per distribuire il ricavato ai creditori che porta poi alla liberazione dai debiti residui, e l’esdebitazione del debitore incapiente, vale a dire la cancellazione totale dei debiti per chi non possiede alcun bene o reddito da offrire ai creditori.
Delle 15 istanze fatte registrare nel 2023 alla Camera di Commercio Frosinone Latina, 8 sono state presentate in tribunale, depositando una richiesta ufficiale scritta al giudice per ottenere un provvedimento, un’autorizzazione o una decisione su una specifica situazione.
Dodici mesi dopo, nel 2024, invece, sono state ben 13 quelle portate in tribunale, su un totale di 36 istanze in un anno (per un’impennata del 140%). Di queste, 4 erano concordati, 13 liquidazioni, 17 ristrutturazioni dei debiti e, infine, 2 esdebitazione di incapiente. Nel 2025, invece, si è registrato un lieve calo del 36,1%, con 23 istanze presentate di cui 2 concordati, 11 liquidazioni, 7 ristrutturazioni dei debiti e, infine, 3 esdebitazioni di incapiente. In questo caso, oltre la metà (13) sono state presentate in tribunale.
Si arriva così all’anno in corso, il 2026, che anche se non è ancora concluso è presumibile che farà registrare il record assoluto negli ultimi 48 mesi. Al 21 settembre, infatti, con ottobre, novembre e dicembre che devono ancora trascorrere, sono già 35 le istanze presentate alla Camera di Commercio Frosinone-Latina, di cui però appena 2 in tribunale. Il totale, invece, viene così diviso: 2 concordati, 6 liquidazioni, 19 ristrutturazioni dei debiti e, infine, 8 esdebitazione di incapiente.
I dati, insomma, evidenziano un forte incremento delle richieste complessive nel 2024, seguito da una flessione nel 2025 e da una netta ripresa nel 2026 (che, pur essendo un dato parziale aggiornato al 21 settembre, ha quasi eguagliato il picco del 2024, dimostrando che la richiesta di aiuto da sovraindebitamento sul territorio è tornata a livelli massimi).
E se la ristrutturazione dei debiti si conferma costantemente la soluzione più adottata dai consumatori, raggiungendo il suo picco nel 2026 con ben 19 procedimenti avviati (il 54% di tutte le istanze), si nota un trend di crescita esponenziale e molto significativo anche per quanto riguarda le esdebitazioni per incapienti, che passano da solo 1 caso nel 2023 fino agli 8 del 2026 (ovvero dal 6,7% al 22,9%).
Ciò evidenzia un ricorso sempre più frequente alla procedura di azzeramento totale dei debiti dedicata a chi non ha alcun patrimonio o reddito da offrire, mentre rimane stabile nel tempo il concordato minore, che oscilla tra i 2 e i 4 casi annui (essendo una misura prettamente mirata a specifiche categorie come i piccoli imprenditori non fallibili o i professionisti). Non sorprende, invece, che nel 2026 le istanze presentate in tribunale siano appena 2, ancora nella fase istruttoria gestita dall’OCC e, dunque, che necessitano di mesi di lavoro prima di poter essere depositate formalmente davanti a un giudice.
Il boom di richieste nel 2026, dunque, conferma la centralità del Codice della Crisi d’Impresa, diventato ormai un ammortizzatore sociale fondamentale per contrastare il fenomeno del sovraindebitamento nelle province del Lazio meridionale.
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