Sono nate prima del 1934 e sono ancora qui. Alcune hanno cambiato proprietà, mercato e prodotti, altre invece fanno la stessa cosa, nello stesso modo e nello stesso posto
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La provincia di Latina è giovane. Talmente giovane che da queste parti ci sono imprese che erano già vecchie quando è nata, ossia il 18 dicembre 1934. A quel punto il Pastificio Paone produceva pasta da 56 anni. La Banca Popolare di Fondi aveva già superato i quaranta. A Gaeta si sfornava pane nell’Antico Forno Giordano dal 1890 e a Formia il Lido Bandiera accoglieva bagnanti dal 1909.
Poi ci sono il Bar Bazzanti di Gaeta, aperto nel 1922, la Pasticceria Morelli di Scauri, attiva dal 1925, e Giorgio di Russo 1884, negozio di abbigliamento di Fondi che porta nel nome una storia iniziata nell’Ottocento. La cosa interessante, però, non è scoprire che sono vecchie. È capire come stanno oggi.
Il Pastificio Paone nasce a Formia nel 1878 ed è una delle imprese storiche più riconoscibili della provincia. La sua storia recente, però, è tutt’altro che una tranquilla celebrazione della longevità.
Dopo una lunga crisi societaria e produttiva, nel marzo 2025 il pastificio è stato acquistato da Corex spa, che ha rilevato stabilimento, attività produttiva e marchio storico. Secondo i sindacati, l’operazione ha consentito di salvaguardare quasi tutti i posti di lavoro e di mantenere la produzione a Formia.
Nel luglio 2025 lo stabilimento aveva ripreso la produzione e la nuova proprietà indicava tra gli obiettivi anche un aumento dei volumi produttivi. Nel maggio 2026 il pastificio era arrivato addirittura a cercare nuovo personale per potenziare il proprio laboratorio interno di controllo qualità a Formia.
E a giugno 2026 il marchio è stato presentato al Summer Fancy Food Show di New York con linee classiche, biologiche, integrali e trafilate al bronzo. Quindi Paone oggi non è semplicemente “un pastificio del 1878”.
È un’impresa storica che ha rischiato concretamente di interrompere la propria storia e ha cambiato proprietà per continuarla. Ed è probabilmente l’esempio più chiaro di tutto il pezzo: durare non significa evitare le crisi. Significa, qualche volta, riuscire a passarci attraverso.
Poi c’è la storia della Banca Popolare di Fondi, fondata il 14 giugno 1891 da 86 soci, con un capitale iniziale di 26.832 lire. Oggi conta 165 dipendenti, oltre 3.400 soci e 20 filiali distribuite nelle province di Latina, Frosinone e Roma.
Nel 2025 la banca ha chiuso l’esercizio con 8,4 milioni di euro di utile netto, contro gli 8,6 milioni dell’anno precedente, e un Cet1 ratio del 24,4%. Quindi un istituto nato quando l’Italia aveva poco più di trent’anni oggi non è soltanto sopravvissuto. È ancora una banca autonoma, con una rete territoriale e un bilancio in utile. Non male per un’impresa che ha visto nascere la provincia dove oggi ha la sede.
La storia del Lido Bandiera è forse la più curiosa perché, a differenza di Paone, sembra avere cambiato molto meno mestiere. Unioncamere indica il 1909 come anno di avvio dell’attività e descrive l’attività storica semplicemente come “stabilimento balneare – bagno”. La sede storica indicata è via Tito Scipione a Formia, la stessa dove l’attività è ancora presente. Ed è ancora operativa.
Nel luglio 2026 il Comune di Formia ha scelto proprio il Lido Bandiera per ospitare le iniziative cittadine della Giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento, con simulazioni di salvataggio in mare sulla spiaggia di Vindicio.
In questo caso la trasformazione è quasi più interessante proprio perché è meno visibile. Nel 1909 vendeva servizi balneari. Nel 2026 vende ancora servizi balneari. Sono cambiati turismo, concessioni, clienti, attrezzature e probabilmente tutto ciò che sta intorno. Ma il mestiere è rimasto incredibilmente riconoscibile.
L’Antico Forno Giordano è attivo a Gaeta dal 1890, in via Indipendenza, ed è indicato come il più antico forno ancora attivo della città. La gestione è arrivata almeno alla terza generazione della famiglia Giordano e nel tempo la tiella è diventata il prodotto simbolo dell’attività.
Anche nel 2026 il forno risulta operativo nella stessa via e continua a essere associato soprattutto alla produzione di tielle, oltre ai prodotti da forno tradizionali. Su Tripadvisor è una delle attività più premiate dai clienti.
Qui è successo quasi l’opposto rispetto a una grande industria. Non si è allargato fino a diventare irriconoscibile. Ha preso un prodotto fortemente locale e lo ha trasformato nella propria identità commerciale.
Il Bar Bazzanti ha aperto nel 1922 nel cuore della Gaeta medievale. Oggi è ancora attivo in piazza Generale Traniello e continua a lavorare dalla colazione all’aperitivo, tra caffetteria, lievitati, pasticceria e proposta salata.
Ma c’è un dettaglio che racconta bene cosa significa evolvere senza perdere il nome: la guida Bar d’Italia 2025 del Gambero Rosso segnalava anche una seconda sede in piazza della Libertà.
Quindi l’attività nata nella Gaeta medievale non si è limitata a resistere. A un certo punto ha anche replicato l’insegna altrove.
A Scauri la Pasticceria Morelli è attiva dal 1925. Oggi l’attività risulta ancora presente in via Appia ed è registrata come produzione e vendita di prodotti di pasticceria e gelateria, oltre all’attività di bar. Nel 2025 figurava anche nell’elenco regionale delle attività storiche del Lazio.
L’offerta attuale non si limita più al dolce da banco: comprende colazioni, aperitivi, prodotti dolci e salati, creazioni per feste, catering e takeaway. Quindi la pasticceria è rimasta pasticceria. Ma intorno alla pasticceria si è costruito molto altro. Anche questo, in fondo, è un modo di arrivare a cent’anni.
A Fondi, Giorgio di Russo 1884 compare ancora oggi tra le attività commerciali del centro, in corso Appio Claudio 50. La Regione Lazio lo includeva nel 2025 tra le attività storiche riconosciute, classificandolo nel settore dell’abbigliamento.
Le directory commerciali aggiornate continuano a indicarlo come negozio attivo di abbigliamento uomo e donna, con un’offerta che comprende anche sportswear, jeans, accessori e calzature.
Qui non abbiamo bilanci pubblici sufficienti per dire quanto fatturi oggi o quanto sia cresciuto. Ma sappiamo una cosa più semplice: nel commercio al dettaglio, dopo circa 140 anni, l’insegna è ancora lì e vende ancora abbigliamento.
In un settore passato dai piccoli negozi ai grandi magazzini, poi ai centri commerciali e infine all’e-commerce, non è proprio un dettaglio.
Insomma, come stanno oggi le imprese storiche della provincia? La risposta, alla fine, è meno uniforme di quanto potrebbe sembrare.
E il racconto delle attività della provincia, mette nero su bianco un concetto: non esiste una formula unica per diventare un’impresa storica. C’è chi cresce, chi cambia proprietà, chi allarga l’offerta, chi apre una seconda sede e chi continua quasi ostinatamente a fare la stessa cosa nello stesso posto.
Ed è probabilmente questa la risposta alla domanda iniziale. Le imprese più vecchie della provincia di Latina stanno ancora qui perché, in modi molto diversi, hanno imparato quando cambiare e quando invece non farlo affatto.
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