La storia di Kristian Tumidajevicz, dal liceo classico alle dirette su Dazn e Prime Video: un tipster da un milione di follower
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“Lo scopo del calcolo è l’intuizione, non i numeri”. C’era – evidentemente – anche questa frase di Richard Hamming, il genio matematico statunitense che inventò l’omonimo codice, tra le cose che più lo colpirono durante gli studi al liceo classico di Latina. Perché poi, in questi successivi dieci anni di vita, Kristian Tumidajevicz, grazie alle sue intuizioni – e ai suoi numeri – ha costruito un sogno.
Intanto due parole per inquadrare il personaggio, che gli amanti del calcio conoscono come Il Pengwin. Kristian oggi è probabilmente il più famoso tipster italiano. Per dire, su Instagram ha qualcosa come un milione di follower. Ha lavorato per Dazn e per Prime Video. E se non sapete cos’è un tipster ve lo diciamo noi: è un professionista delle scommesse sportive, di quelli che studiano tutte le statistiche e poi fiutano il vento. E soprattutto – moltissime volte – azzeccano il risultato.
Kristian, che è nato a Sezze ma ha sempre vissuto a Latina, questa storia dei numeri e delle intuizioni, un po’ come Hidding, ce l’aveva nel sangue, proprio, ma fin da ragazzino. E se oggi con la sua società, Comunicalcio, sede operativa in uno studiolo di via Eugenio di Savoia, in centro, fattura nove milioni di euro, tutto lo deve proprio alla voglia di cimentarsi con una passione sfrenata.
“Ero innamorato dello sport, del calcio soprattutto. Quando mi diagnosticarono un soffio al cuore, purtroppo dovetti rassegnarmi all’idea di non poterlo praticare, e a quel punto avrei fatto di tutto per diventare giornalista sportivo”. Figlio di genitori polacchi, è sempre stato timido e riservato. “Mi chiudevo in camera, a scuola mi isolavo. Ho iniziato anche ad ingrassare”.
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Poi a un certo punto, a 16 anni o giù di lì, la sua vita da nerd prende una piega inaspettata. “Ho aperto una pagina facebook per giocare a fare il giornalista, e per scrivere di calcio. Era il 2012, l’anno degli Europei di Polonia e Ucraina. Era l’evento perfetto, si giocava nel mio Paese di origine, e così iniziai a scrivere nel mio blog”. Ma senza metterci la faccia.
“Frequentavo il liceo, ero timido, preferivo non apparire. Scelsi il nome, il Pengwin, per rifarmi al pinguino che era il simbolo della piscina di Latina, lo Scivosplash, dove mio padre lavorava tutte le estati, e dove a un certo punto iniziai ad andare a lavoricchiare anche io. Che tempi, quel posto mi è rimasto nel cuore”.
Certe volte, come scrive Baricco, accadono cose che per davvero sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde. “Mi accorsi che la gente iniziava a seguirmi. E quel riscontro mi diede la spinta per continuare con più convinzione. Entrai in contatto con ambienti affini a quello delle partite, quelli delle scommesse. E a un certo punto ho deciso di virare su quello”.
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Il Pengwin, così, prese il volo. “Pian piano mi resi conto che potevo ritagliarmi uno spazio in quel mondo. Ma con un approccio che poi mi ha caratterizzato sempre: raccontare il calcio come un giornalista, ma studiando i numeri di ogni squadra, di ogni giocatore, di ogni allenatore. Valutare gli stati di forma, i momenti della stagione. E poi sintetizzarli in una previsione che tenga conto delle sensazioni. E’ quello che fa la differenza”.
Non si può dire che ci sia stato un momento della svolta. Semplicemente, Kristian Pengwin non si è fermato più. Oggi si Instagram ha quasi un milione di follower, ha un canale Telegram, ha curato rubriche sulle piattaforme come Dazn e Prime Video. E’ diventato un volto nazionale. “Ma la cosa di cui sono più orgoglioso è stata la produzione di Kick Off, un programma come quelli per la Tv ma andato in onda in streaming. Con approfondimenti, servizi, la diretta dallo studio insieme a Sandro Sabatini. Abbiamo seguito tutti i mondiali del Qatar nel 2022 e poi gli ultimi Europei”.
Dicevamo del fatturato di 9 milioni di euro solo nel 2024. L’azienda cresce, fa capo ad una holding ma poi si articola in tre diverse società, ha una ventina di collaboratori negli ambiti più disparati. Una costola sarà dedicata anche al ramo immobiliare. Ha già acquisito due alloggi a Milano per aprire B&B. “Abbiamo mille progetti. Il più importante sarà Mondo Pengwin, una nuova app con cui gli appassionati di calcio potranno impazzire”. Offrirà una sezione di live score, le dirette delle partite, un canale Telegram per i pronostici e poi una sezione di gamification per scommettere con monete virtuali. “Niente soldi – giura Kristian –, sarà un gioco a premi basato sui pronostici in cui la soddisfazione più grande sarà quella di battermi”.
La sensazione è di trovarsi di fronte a un ragazzo diventato adulto molto presto, ma che – a differenza di molti – ha saputo mantenere fede alla promessa che si era fatto da bambino. Sarebbe un peccato, però, salutarsi senza neanche un pronostico sul campionato. “Quelli a lungo termine sono i più complicati – ammette – ma qualcosa te la dico: io quest’anno punto molto sul Milan. E penso che anche la Juve farà un bel torneo. L’Inter invece potrebbe soffrire il passaggio di consegne al nuovo allenatore Chivu”. Grazie Kristian, basta così. Chiedere anche della Lazio significherebbe solo farsi del male.
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