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6 Ottobre, 2026
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Al MAXXI in scena il progetto Ex Avir di Gaeta

Ance Latina presente alla tappa nazionale dell’evento organizzato dall’associazione dei costruttori per parlare delle Città del Futuro

L'intervento del presidente di Ance Latina, Pierantonio Palluzzi. Accanto l'architetto Vimercati

Al MAXXI in scena il progetto Ex Avir di Gaeta

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La splendida cornice del museo MAXXI di Roma è stata l’occasione, dal 7 al 9 ottobre, per presentare strategie e progetti innovativi di trasformazione e rigenerazione delle città e dei territori del Paese.

L’iniziativa ha visto la presenza come main partner di Cassa Depositi e Prestiti accompagnata da Confindustria Ceramica Raggruppamento laterizi, Fedeberton Confindustria, Heildeberg Materials, Intesa Sanpaolo, Invimit e la Soatech s.p.a nelle vesti di Supporting Partners. Da segnalare inoltre la collaborazione importante del Gruppo Maggioli e Urban Vision, insieme al contributo del museo nazionale e con la Media Partnership di Diario Diac e Radio 24.

Un momento dell'incontro organizzato da Ance all'auditorio del MAXXI

La conferenza ha preso in considerazione due diversi momenti futuri individuati rispettivamente nel 2030 e nel 2050, ovvero ciò che si potrà conseguire nel breve termine e ciò che si potrà raggiungere nell’orizzonte temporale dei prossimi venti anni.

Dopo i saluti istituzionali del ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e della presidente nazionale Ance Federica Brancaccio, sono iniziati i lavori e gli interventi degli invitati suddividendo il tutto in due aree di interesse: il primo blocco ha visto protagoniste la Rigenerazione Urbana, il governo delle acque e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Nel secondo blocco invece la casa e l’emergenza abitativa hanno fatto da protagoniste.

Nello spazio dedicato al tema della rigenerazione urbana dopo una serie di relatori e di progetti, il Presidente di Ance Latina Pierantonio Palluzzi illustrando il caso specifico di Gaeta quale primo comune ad aver risposto alle iniziative di coinvolgimento portate avanti dall’associazione, ha posto l’attenzione sul lavoro di squadra e il supporto che tutte le istituzioni coinvolte devono dare per poter portare avanti progetti di questo tipo e per cercare di superare anche quei vincoli burocratici che troppo spesso frenano iniziative così importanti per i territori coinvolti.

Non solo, il presidente ha anche posto l’attenzione sul tema dei finanziamenti necessari, quelli per costruire le opere ma anche quelli per gestirle in una sorta di ideale equilibrio finanziario di lungo periodo che sia in grado di coprire ogni esigenza.

Un rendering del progetto presentato a Gaeta la scorsa estate

In particolare poi l’opera in questione nel comune di Gaeta è l’ex AVIR, un’antica fabbrica-vetreria che agli inizi del ‘900 ebbe il pregio di fungere da motore di aggregazione della comunità cittadina che si sviluppò in quell’area e che oggi potrebbe replicare quel modello una volta trasformata e ripensata per ospitare una serie di servizi. Tutto nell’ottica di una gestione dei costi complessivi per raggiungere l’equilibrio finanziario necessario.

  –  Leggi anche: Il recupero dell’ex AVIR di Gaeta può diventare un modello

La presentazione si è conclusa con l’intervento dell’architetto Paolo Vimercati, progettista urbano rappresentate di Lombardini22, una società ed uno studio di circa 500 persone e specialisti che sviluppano progetti per clienti e stakeholders di grande livello, realizzando opere moderne e all’avanguardia.

Lombardini22 non ha soltanto in mente opere strutturali ma anche valorizzazione degli spazi e dell’ambiente pensando al presente ed anche al futuro. “Si è cercato di comprendere quali elementi potevano fungere da ostacoli e quali da slancio per il futuro del progetto” ha sottolineato Vimercati che attraverso una serie di slides ha illustrato le trasformazioni tecnico architettoniche immaginate dai tecnici fornendo ai presenti in sala un quadro dettagliato.

“Con la soprintendenza si è discusso poi del valore di un progetto che rilanci una struttura ed uno spazio capace di innovarsi nel tempo e che se adeguatamente recuperato possa continuare a svolgere quell’importantissimo ruolo di aggregazione di una comunità se pur con funzioni differenti da quelle originarie. Infine fondamentale è il respiro di lungo periodo di questi progetti e di queste trasformazioni che caratterizzano la rigenerazione urbana”. “Portare avanti cambiamenti architettonici e strutturali e ripensare spazi di una città richiede una visione che va dai 50 anni fino addirittura al secolo” ha aggiunto ancora il rappresentante di Lombardini22, “per lasciare alle generazioni future innovazioni capaci di durare e di attrarre sempre più persone in un ambiente sicuro aperto a tutti, rispettando vincoli istituzionali e soprattutto venendo incontro alle esigenze dei cittadini, veri protagonisti della vita delle città”.

(A cura di Domenico Federico Falco)

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